UTMB 2026: Ben Dhiman, Vincent Bouillard, Baptiste Chassagne, Théo Detienne… chi sono i favoriti?
Dal 24 al 30 agosto, la 23ª edizione dell’HOKA UTMB® Mont-Blanc porterà in gara uno dei cast più profondi della storia, spinto dalle UTMB® World Series Finals. Dopo una stagione di qualifiche lungo tutto il circuito, i migliori atleti convergeranno su Chamonix per l’appuntamento clou: la 100 miglia (100M).
Gara maschile: esperienza contro nuova ondata
La prova regina della settimana, con i suoi 174 km e 9.900 m di dislivello positivo, si annuncia come uno degli scontri più attesi della stagione. La start list 2026 mette insieme alcuni dei nomi più pesanti dell’UTMB, insieme a una nuova generazione di sfidanti.
Con il campione britannico in carica Tom Evans assente, il suo compagno di Team ASICS Fuji Trail Ben Dhiman (secondo dietro a Evans l’anno scorso) ha una chance reale di salire di un gradino, fino al più alto del podio, dopo l’exploit della scorsa stagione. Conosciuto per carichi di allenamento enormi (oltre 100 ore a luglio), Dhiman ha corso due tappe chiave di avvicinamento a questo UTMB: il 90 km du Mont Blanc, chiuso 2° a giugno, e Transvulcania, dove è arrivato 5° a maggio.
Ma per “Big Ben” dei Pirenei non sarà una passeggiata. In griglia, contro di lui, tra gli altri:
Il catalano Kilian Jornet (team NNormal) era inizialmente iscritto. Ma il 20 agosto ha annunciato il forfait, ancora alle prese con un problema al ginocchio. Sui social ha persino detto che il prossimo passo potrebbe essere l’operazione. Il GOAT non andrà quindi a caccia del quinto titolo, dopo le vittorie all’UTMB nel 2008, 2009, 2011 e 2022.
Il giorno dopo è toccato all’americano Jim Walmsley (team Hoka), altro idolo del pubblico di Chamonix, annunciare che non sarebbe partito. Ora di base ad Arêches-Beaufort, anche lui si è ritirato per un fastidio persistente al ginocchio, dopo il ritiro anche a Western States.
Il francese Vincent Bouillard (team Hoka), vincitore a sorpresa dell’UTMB nel 2024, da allora ha consolidato il suo status, soprattutto con il record a Western States lo scorso giugno. La doppietta Western/UTMB è sempre una scommessa complicata, ma l’uomo del Team HOKA ha il talento di spiazzare tutti.
L’altro francese, Baptiste Chassagne (team ON), 2° nel 2024, torna dopo mesi passati a rifinire questo obiettivo con la meticolosità per cui è conosciuto. Inizio di stagione in Italia alla Chianti Marathon (7°), pausa a maggio dopo la vittoria al Grand Raid du Ventoux, un 4° al debutto sul 90 km du Mont Blanc, poi due uscite più recenti su formati brevi e “cattivi” (Montée du Nid d’Aigle 20K/2000D+ / 6°, e Trail du Fornet 36K/2820D+, vittoria). Aspettatevi l’atleta ON carico a molla per questo UTMB, che sogna di correre sotto le 20 ore, come altri…
Negli ultra, dove può succedere di tutto, vale la pena citare anche qualche outsider:
L’americano Zach Miller (team The North Face), con il suo stile “tutto gas”, poca calcolatrice e tanto cuore: un approccio che lo ha già portato al 2° posto all’UTMB nel 2023.
Il francese Théo Detienne (team Brooks), secondo alla Maxi Race 100 km a maggio, vorrà continuare a imparare il mestiere sulle 100 miglia dopo il DNF dell’anno scorso, e confermare le promesse che molti vedono in lui.
Il giovane francese Baptiste Coatantiec (Team Nike ACG), 5° all’Ultra Chianti alle spalle di veterani come Vincent Bouillard, Andreas Reiterer e Thomas Cardin, è un altro da tenere d’occhio dopo un ulteriore 5° posto nell’ultimo 90 km du Mont Blanc.
Il tedesco Hannes Namberger (team Dynafit), vincitore del 120 km al Lavaredo Trail a giugno e 2nd a Transgrancanaria a inizio stagione, punterà su tutta la sua esperienza per entrare in top 5, o meglio, così come l’italiano Andreas Reiterer (team La Sportiva).
Anche la pattuglia cinese, che nel 2025 ha piazzato tre atleti in top 10, non farà da comparsa. Occhio in particolare a Jiasheng Shen (team Salomon), solido 8° l’anno scorso, a caccia di conferme tra l’élite mondiale.
Gara femminile: con Ruth Croft, Courtney Dauwalter e Blandine L’Hirondel
Anche la sfida femminile promette scintille. La neozelandese Ruth Croft (team Adidas Terrex) torna per difendere la corona e potrebbe aggiungere un’altra pagina alla storia dell’UTMB. La campionessa in carica ha messo insieme un’estate australe di livello: vittoria all’Ultra-Trail Tarawera in casa, poi 2° posto nella 50K all’Australia Ultra Trail a inizio primavera, prima di timbrare il rientro in Europa con un successo sui 58 km della MaXi Race ad Annecy.
Contro Croft, una pattuglia USA di altissimo livello guidata da “The President”, Courtney Dauwalter (team Salomon), che ha confermato tardi la sua presenza e andrà a caccia del quarto titolo UTMB (dopo 2019, 2021 e 2023), dopo che l’anno scorso le è sfuggito.
Sotto i riflettori anche la connazionale Rachel Entrekin (team Norda), finita sui giornali in primavera vincendo la Cocodona 250 miles (circa 400 km) assoluta. Per lei sarà solo la 2° gara in Europa, dopo la prima esperienza al Chianti Ultra Trail a inizio anno (3°). Terza americana da seguire: Riley Brady (team Nike ACG), 2° nell’ultima Western States e vincitrice del Canyons Endurance Run ad aprile.
Tra le altre pretendenti, la francese Blandine L’Hirondel (team Kiprun) cercherà senza dubbio di tornare su un podio già assaggiato nel 2023 (3ª). Vincitrice della Diagonale des Fous 2025 e della CCC nel 2022, la ginecologa e medico dello sport porta con sé una conoscenza profonda del percorso, nonostante un avvicinamento finale condizionato da un infortunio.
La nepalese Sunmaya Budha (team Kailas Fuga), vincitrice a giugno al Lavaredo Ultra Trail e vicecampionessa del mondo long trail 2025, e l’australiana Lucy Bartholomew (team Salomon), tre top 10 di fila nelle ultime tre edizioni e seconda al Lavaredo Ultra Trail quest’anno, possono anche rimescolare le carte e ritagliarsi ruoli da protagoniste.