La trail runner norvegese Ida Amelie Robsahm è morta in un incidente in montagna
La trail runner norvegese Ida Amelie Robsahm è morta sabato 19 settembre dopo essere precipitata per diverse decine di metri sulla Romsdalseggen, in Norvegia. A 30 anni aveva appena vissuto la miglior stagione della sua giovane carriera, affermandosi tra le migliori specialiste mondiali del trail e dello skyrunning.
La notizia è stata resa pubblica lunedì dai media norvegesi, con il consenso della famiglia. Ida Amelie Robsahm, 30 anni, ha perso la vita dopo una caduta avvenuta sabato mattina nei pressi della vetta della Romsdalseggen, celebre cresta montuosa nella Norvegia occidentale che raggiunge quota 1.329 metri.
Secondo le informazioni diffuse dalla polizia norvegese, la runner è precipitata per diverse decine di metri. Soccorsa in condizioni molto gravi, è stata trasportata in elicottero, ma non è sopravvissuta alle ferite riportate.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10:35, mentre Ida Amelie Robsahm si trovava in montagna con il trail runner spagnolo Miguel Benítez, suo compagno di allenamento e teammate nell’ASICS Trail Team. È stato lui a dare l’allarme. Sabato le condizioni sulla Romsdalseggen erano difficili, con pioggia e nebbia segnalate lungo il percorso.
L’ascesa fulminante verso l’élite mondiale
La scomparsa di Ida Amelie Robsahm arriva al termine di una progressione spettacolare. Aveva iniziato a correre con regolarità soltanto quattro anni fa. In appena qualche stagione si era imposta come una delle stelle emergenti del trail mondiale.
La stagione 2026 resterà quella della sua consacrazione ai massimi livelli. A marzo aveva vinto il Chianti Marathon Trail, 46 km e 2.000 m di dislivello positivo, in 3h39'10. Due mesi più tardi aveva confermato il suo valore alla Zegama-Aizkorri, una delle gare più dure del calendario mondiale. Aveva chiuso al quarto posto in 4h28'19, alle spalle di Tove Alexandersson, Malen Osa e Sara Alonso.
A fine giugno era salita sul secondo gradino del podio del Marathon du Mont-Blanc, sulla distanza dei 42 chilometri, alle spalle della svedese Tove Alexandersson. Poche settimane più tardi aveva chiuso ancora quinta all'OCC, a Chamonix, su 60 km e 3.500 m di dislivello positivo. Aveva completato la gara in 6h27'34. Quel quinto posto all’OCC sarebbe rimasto il suo ultimo grande risultato agonistico. Aveva compiuto 30 anni soltanto da pochi giorni: Ida Amelie Robsahm aveva festeggiato il compleanno il 15 settembre, quattro giorni prima dell’incidente.
Un’atleta, ma anche un’insegnante
Dietro l’atleta di alto livello, Ida Amelie Robsahm conduceva una vita professionale lontana dal solo mondo del trail. Semi-professionista, insegnava a Oslo, soprattutto matematica e chimica. Aveva mantenuto un’attività lavorativa accanto alla carriera sportiva, nonostante una progressione che l’aveva portata rapidamente ai vertici internazionali.
La sua storia rappresentava anche la varietà dei percorsi che oggi compongono l’élite del trail: un’atleta arrivata tardi alla corsa, capace in pochi anni di competere con le migliori al mondo. Anche su strada il suo potenziale era evidente. Nel dicembre 2025 aveva corso la sua prima maratona a Valencia in 2h29'57, un tempo che figura ancora tra i suoi migliori risultati su strada.
«Una bella persona e un’atleta di talento»
Nel mondo del trail gli omaggi si sono moltiplicati rapidamente. Il suo sponsor tecnico ASICS ha ricordato una «atleta e compagna di squadra straordinaria», sottolineandone anche il calore umano e la gentilezza.
Ben Dhiman, vincitore dell’UTMB 2026 e anche lui membro dell’ASICS Trail Team, le ha dedicato un messaggio dopo l’annuncio della sua scomparsa: «Ida era una bella persona e un’atleta di talento, sempre gentile e positiva. Mi mancherà tantissimo.»
Anche il suo allenatore Sindre Buraas, ex atleta norvegese di alto livello, ha raccontato ai media norvegesi la sua immensa emozione, descrivendo Robsahm come un’atleta di altissimo livello, ma soprattutto come una persona dal cuore grande. In un comunicato rilanciato dalla NRK, la famiglia della norvegese ha ringraziato la comunità del running per i numerosi messaggi di sostegno ricevuti dopo l’incidente.
Per Ida Amelie Robsahm, quella montagna che percorreva e amava è diventata infine lo scenario del suo ultimo allenamento. Lascia una carriera ancora agli inizi, ma con una traiettoria che prometteva un futuro ai massimi livelli. A soli 30 anni, la norvegese aveva appena superato una dopo l’altra le tappe che l’avevano portata nell’élite mondiale. Il trail perde una delle sue giovani stelle emergenti.