Diagonale des Fous 2026, Hugo Deck vince sotto le 23 ore a La Réunion e Ruth Croft conquista un nuovo Major
Alla sua prima Diagonale des Fous, Hugo Deck (adidas Terrex) ha tagliato da vincitore il traguardo allo Stade de La Redoute, a Saint-Denis, sull’isola di La Réunion, venerdì sera, dopo 22h54’19” di gara durissima. Secondo Robin Juillaguet (Salomon), mentre il belga Jérôme Vanderschaeghe completa il podio maschile 2026. Tra le donne, la neozelandese Ruth Croft (Adidas Terrex) ha dominato la gara.
Le fate del trail si erano già chinate sulla sua culla. Ma è stato solo dopo aver insistito e lavorato senza sosta che Hugo Deck (adidas Terrex), 26 anni, ha finalmente trasformato in realtà le speranze riposte in lui da diversi anni, su uno dei monumenti del trail: la Diagonale des Fous.
Sul percorso più lungo mai proposto dalla gara réunionese, 180 km e 10.200 m di dislivello positivo, Hugo Deck è rimasto a lungo nel gruppo degli inseguitori, prima di cambiare marcia dopo la terribile ascesa al Maïdo, al km 124, senza essere più ripreso dagli avversari.
Fino a quel momento, il francese Vincent Esmiol (Kiprun) era partito all’attacco fin dai primi chilometri. Il vincitore dell’Échappée Belle 2025 e del MIUT 2026 aveva raggiunto Hell-Bourg, al km 80,7, nel circo di Salazie, con un vantaggio consistente sugli inseguitori.
Il grande favorito, il britannico Tom Evans (Asics), accusava già un certo ritardo. Arrivato dieci minuti dopo Hugo Deck e Jean-Philippe Tschumi (Kailas Fuga), il vincitore dell’UTMB 2025 aveva vissuto una notte difficile, segnata da una caduta che gli aveva lasciato il sopracciglio sinistro e il ginocchio destro insanguinati.
Gautier Airiau (Scott) e il beniamino di casa Judicaël Sautron, con il mantra “Patience Reunion” stampato sui pantaloncini, erano nel gruppo di testa, mentre Thibaut Baronian (Salomon) occupava il settimo posto. Thibaut Garrivier (Hoka), quinto all’UTMB 2025, è stato costretto al ritiro a Hell-Bourg, debilitato da problemi digestivi e dolori al ginocchio e alla caviglia.
Hugo Deck ha poi fatto la differenza nel selvaggio e brutale circo di Mafate, soprattutto nella risalita verso il Maïdo Tête Dure. Sotto il caldo intenso di metà giornata, ha aumentato progressivamente il distacco dagli inseguitori.
L’altro francese Robin Juillaguet (Salomon), 13º alla CCC 2026, e secondo alla Lavaredo 80 km in questa stagione, ha effettuato una discesa spettacolare da quel passo mitico della Diag’, rimontando posizioni fino a portarsi al secondo posto dopo la salita a Chemin Ratinaud, al km 147. Era la sua prima Diag’ e persino il suo primo 100 miglia.
È su questo tratto che ha ripreso Vincent Esmiol, alle prese con problemi di stomaco e respiratori che lo hanno fatto scivolare fino al 9º posto a La Possession, al km 157. Si è poi ritirato a Grande Chaloupe, al km 164.
Il ritorno del belga Jérôme Vanderschaeghe
Come spesso accade nell’ultra-trail, altri atleti hanno vissuto lo scenario opposto, ritrovando energie nella seconda metà e nel finale di gara. È il caso del belga Jérôme Vanderschaeghe (Asics), quinto nella scorsa edizione, autore di una rimonta da manuale, degna dei più esperti e prudenti ultratrail runner. 13º a Coteau Kerveguen, al km 67, poi nono a Hell-Bourg, al km 80, e sesto al Maïdo, al km 123, è salito sul podio provvisorio a La Possession, al km 157.
Una posizione che non avrebbe più lasciato, senza però riuscire a riprendere il pirenaico Robin Juillaguet, poi secondo a quasi un’ora dal vincitore di giornata, Hugo Deck, che ha finalmente conquistato la sua prima vittoria di livello mondiale, quella per cui molti lo indicavano come predestinato da diversi anni.
Il trionfo tanto atteso di Hugo Deck
Quinto alla CCC a 21 anni nel 2021, poi vincitore l’anno successivo del suo primo 100 miglia alla Nice Côte d’Azur by UTMB, l’ex cestista nato a Strasburgo ha poi trovato a lungo la strada sbarrata sui grandi eventi.
Armato di pazienza e senza mai arrendersi, è sceso sui 100 km, chiudendo terzo la 90 km del Mont-Blanc nel 2023, vincendo l’Ultra-Trail Cape Town nel 2024 e poi per due volte consecutive la MaXiRace di Annecy, nel 2025 e nel 2026. Tornato sui 100 miglia e oltre, Hugo Deck ha finalmente confermato tutto il talento intravisto fin qui.
Questo trionfo non è frutto del caso. Arrivato sull’isola diverse settimane prima della partenza, si è acclimatato per tre settimane a Cilaos, ambiente caldo e roccioso simile ai sentieri del Var dove vive dall’età di 17 anni, e ha studiato il nuovo passaggio inserito in questa edizione a Hell-Bourg.
Sul percorso, l’assistenza era un affare di famiglia: sua madre e sua nonna lo hanno seguito da un punto all’altro, per poi ritrovarlo al traguardo. E vivere, c’è da scommetterci, un’emozione intensa quanto quella del ventiseienne.
La Réunion piazza due atleti nella top five
I colori locali hanno festeggiato anche grazie al quarto posto di Judicaël Sautron, arrivato a poco meno di 30 minuti dal podio. Già sesto nella scorsa edizione, il réunionese continua a crescere con regolarità.
Un altro esordiente alla Diag’, Nicolas Gourdon (New Balance), ha chiuso con uno splendido quinto posto, dopo aver vinto il Trail de Bourbon nel 2023.
Tom Evans è riuscito infine a chiudere al settimo posto, al termine di una gara all’insegna del coraggio e della tenacia.
Thibaut Baronian (Salomon), lo svizzero Jean-Philippe Tschumi (Fuga) e Gautier Airiau (Scott) sono stati invece costretti al ritiro, rispettivamente a Chemin Ratinaud, al km 147, al Maïdo, al km 123, e a Roche Plate, al km 115.
Top 10 uomini della Diagonale des Fous 2026
1) Hugo Deck (Francia): 22h54’19”
2) Robin Juillaguet (Francia): 23h51’54”
3) Jérôme Vanderschaeghe (Belgio): 24h10’35”
4) Judicaël Sautron (Francia): 24h38’40”
5) Nicolas Gourdon (Francia): 24h46’44”
6) Matis Leray (Francia): 25h53’25”
7) Tom Evans (Gran Bretagna): 26h21’33”
8) Rémi Gille (Francia): 26h36’04”
9) Robin Coinus (Francia): 26h44’03”
10) Stephen Roux (Francia): 27h00’15”
Ruth Croft conquista un’altra vittoria di prestigio
Tra le donne, la favorita neozelandese Ruth Croft (Adidas Terrex) è rimasta in testa fin dai primi chilometri. Ha conquistato un altro titolo major dopo più di 27 ore di gara, chiudendo undicesima assoluta.
Solo l’americana Alyssa Clark (On) è riuscita a tenerle testa per tutti i 180 km, chiudendo infine seconda a poco meno di un’ora e un quarto da Croft.
La francese Agathe Bes (Brooks) ha difeso con onore e resilienza i colori francesi nella gara femminile, chiudendo al terzo posto. Sarah Vieuille si era invece ritirata anzitempo, alla Plaine des Merles, al km 94.
Top 5 donne della Diagonale des Fous 2026
1) Ruth Croft (Nuova Zelanda): 27h13’23”
2) Alyssa Clark (USA): 28h26’53”
3) Agathe Bes (Francia): 29h05’19”
4) Emma Stuart (Irlanda): 30h35’28”
5) Marion Fortin (Francia): 32h07’32”
6) Ariane Wilhem (Svizzera): 32h39’07”
7) Mélanie Finas (Francia): 33h48’16”
8) Mélanie Keranflec’h (Francia): 34h11’28”
9) Marie Janod (Francia): 34h47’27”
10) Johanna Antilla (Finlandia): 36h11’49”
Blandine L’Hirondel chiude la Mascareignes in omaggio a Lola
Poco prima, anche l’arrivo di Blandine L’Hirondel a La Redoute è stato carico di emozione. Vincitrice della Diagonale des Fous lo scorso anno e dell’UTMB nell’agosto scorso, questa volta la francese ha preso il via della Mascareignes, 74 km e 3.800 m di dislivello positivo, chiudendola in 11h57’30”. Per la due volte campionessa del mondo di trail, la prestazione non era la cosa più importante. Lo era il gesto: correre in omaggio a Lola, la figlia dei suoi amici David e Valérie, morta quest’estate a 23 anni.
Attraverso questa avventura sui sentieri réunionese, la normanna voleva sostenere gli amici che le avevano fatto scoprire il trail durante il suo soggiorno sull’isola, diversi anni fa, e regalare loro un momento speciale in memoria della figlia. Una sfida ancora più dura per la caduta avvenuta durante la notte, quando era in corsa per il podio, che le ha provocato una lussazione alla spalla. Al traguardo portava una fasciatura per tenere fermo il braccio. Nonostante il dolore e le difficoltà incontrate lungo il percorso, ha voluto arrivare fino in fondo per onorare il suo impegno.
« Sì, dolorosa in tutti i sensi del termine, ha raccontato all’arrivo a La Redoute. Ho avuto qualche problema fisico, ma è stato doloroso anche a livello mentale, per la causa che volevo sostenere. Quando ho saputo che sarei venuta, sapevo che non c’erano parole né regali capaci di sostituire Lola. Era la cosa più bella che avessi trovato per restituire il sorriso a persone che lo avevano perso. Portare la memoria di Lola sulla linea del traguardo era molto importante per me. »
Poco prima di Blandine L’Hirondel, Florian Bernabeu-Seguy (8h13’32”) e Claire Jacquin (10h11’27”) avevano tagliato da vincitori il traguardo della Mascareignes.
I podi della Mascareignes
Uomini
1) Florian Bernabeu-Seguy (Francia): 8h13’32”
2) Nirina Haja (Madagascar): 8h17’46”
3) Jean-Charles Breton (Francia): 8h36’30”
Donne
1) Claire Jacquin (Francia): 10h11’27”
2) Julia Velly (Francia): 10h58’27”
3) Chloé Le Guillou (Francia): 11h01’14”