Diagonale des Fous 2026: chi sono i favoriti per succedere a Baptiste Chassagne e Blandine L’Hirondel?

LB
Da Luc Beurnaux

Pubblicato il lun 12 ottobre 2026

Aggiornato il lun 12 ottobre 2026

Diagonale des Fous 2026: chi sono i favoriti per succedere a Baptiste Chassagne e Blandine L’Hirondel?
© Imaz Press Reunion

Senza i vincitori uscenti, la Diagonale des Fous si presenta più aperta che mai, su un percorso ridisegnato e allungato. Tra esordienti ambiziosi e habitué più determinati che mai a prendersi la rivincita, la sfida sull’Isola Intensa promette spettacolo. Ecco i principali nomi a pochi giorni dal grande via.

Tra gli uomini, in assenza degli ultimi sette vincitori, la Diagonale des Fous incoronerà inevitabilmente un nuovo nome. E non sarebbe certo un’ingiustizia nei confronti di Antoine Guillon, vincitore nel 2015, sette podi all’attivo e ancora al via di questa edizione. Il nuovo campione sarà infatti uno dei 2.839 iscritti alla Diagonale 2026.

Resta da capire chi, tra i rookie e gli habitué della gara, saprà sfruttare meglio le proprie carte sui sentieri della Riunione, in assenza dei francesi Baptiste Chassagne, Mathieu Blanchard, Benat Marmissole, Ludo Pommeret, Aurélien Dunand-Pallaz e dell’italiano Daniel Jung, vincitori delle ultime sette edizioni.

Rookie ambiziosi e habitué affamati di rivincita

Il britannico Tom Evans (Asics), visto il suo curriculum, appare logicamente tra i favoriti. Ma la sua stagione, finora deludente, non gioca a suo favore. Costretto al ritiro prima del 100° km alla Hardrock 100, messo in difficoltà dall’altitudine e poi fermato da un virus intestinale che gli ha impedito di correre l’UTMB Mont Blanc, il britannico avrà almeno il vantaggio di arrivare fresco alla partenza. Gli mancherà però l’esperienza in gara su sentieri così particolari.

© UTMB
Tom Evans

Tutto il contrario dello svizzero Jean-Philippe Tschumi (Kailas Fuga), il cui nome viene subito in mente quando si parla di favoriti. Lo scorso agosto Tschumi è finalmente riuscito a portare a termine quell’UTMB che sembrava stregato per lui, chiudendo al 10° posto. Riuscirà, sulla scia di quel risultato, a salire sul gradino più alto del podio alla Diagonale des Fous, dopo i secondi posti del 2024 e del 2022 e il terzo del 2023? È quello che gli auguriamo, anche perché lo svizzero arriverà al via con grande fiducia.

© IMAZ Press
Jean-Philippe Tschumi

Il francese Vincent Esmiol (Kiprun) non è né un esordiente sulla Diag’ né un habitué. Alla sua prima partecipazione, lo scorso anno ha chiuso sesto. Un indizio, comunque, c’è. La sua preparazione lo ha portato, a fine luglio, in testa all’UTOBI, con il nuovo record del percorso sui 72 km e 4.300 m D+. E questo pochi mesi dopo aver dominato il MIUT e un anno dopo la vittoria sull’Integrale dell’Echappée Belle, un’altra splendida collezione di sassi.

© Joao Faria/MIUT
Vincent Esmiol

Sempre tra gli «Zoreille», Hugo Deck (Adidas) ha preparato il suo esordio alla Riunione arrivando con largo anticipo su questo terreno che non conosceva, per individuare i passaggi chiave e acclimatarsi. Tre settimane che avrà probabilmente sfruttato per confermare la vittoria estiva sui 75 km del KAT 100 by UTMB in Austria e il doppio successo alla MaXi Race nel 2025 e nel 2026.

© Ian Corless/ UTMB
Hugo Deck

Gautier Airiau (Scott), invece, potrebbe fare da guastafeste, dopo aver dimostrato le proprie qualità sui terreni tecnici, come confermano i secondi posti ottenuti sui 110 km del Restonica trail 2026, al MIUT 2026 e alla TDS 2025.

© Joao Faria/MIUT
Gautier Airiau

I due veterani Thibaut Baronian (Salomon) e Thibaut Garrivier (Hoka) non staranno certo a guardare. Il primo è tornato alle gare da poco, dopo un’operazione al ginocchio e due anni persi a causa degli infortuni. Il secondo posto al Trail des Aiguilles Rouges a fine settembre lo ha rimesso in gioco, ma basterà per puntare alle posizioni di vertice?

Thibaut Garrivier, invece, non ama fare troppo rumore, ma talento e capacità di lavorare duro non gli mancano: sarà al via pronto a dare tutto.

© WTRC
Thibaut Garrivier

Léo Rogaume (Kailas Fuga) avrà certamente il sostegno dei locali, visto che ha vissuto a lungo sull’isola e la conosce come le sue tasche. Terzo alla TDS 2025 e due volte nella top 20 della Diagonale des Fous, 18° nel 2022 e 16° nel 2023, con la sua progressione costante potrebbe avvicinarsi alle posizioni di vertice.

© UTMB
Léo Rogaume

Fabrice Payet sarà il favorito per portare più in alto possibile i colori della Riunione. Sesto alla Diag’ nel 2025 e nel 2023, nel 2025 ha vinto l’Ultra Trail des Géants, sull’isola, una gara paragonabile per proporzioni alla Diag’ 2026: 180 km e 9.700 m D+. A maggio si è imposto anche al Raid 974, sempre sulle sue terre, una prova da 101 km e 5.800 m D+. Da tenere d’occhio, dunque. Il belga Jérôme Vanderschaeghe (Asics), quinto lo scorso anno e settimo nel 2022 alla Diagonale des Fous, può puntare ancora più in alto, forte della vittoria al Monte Rosa by UTMB 2026.

© Gabriele Facciotti/UTMB
Jérôme Vanderschaeghe (al centro) durante la vittoria al Monte Rosa 2026

Tra gli altri outsider ci saranno Josh Wade (The North Face), statunitense terzo all’UTMB 2025 al suo esordio alla Riunione, e i francesi Rémi Berchet (quinto qui nel 2023) e Martin Kern (Arcteryx), quinto nel 2024. Lo svizzero Diego Pazos, invece, sarà al via per rivivere le belle emozioni dei quarti posti del 2015, 2017 e 2024, e correrà questa edizione al fianco della moglie Maya. La pressione, dunque, sarà tutta sulle spalle degli altri.

Ruth Croft, favoritissima tra le donne

La start list femminile non avrà nulla da invidiare a quella maschile. Soprattutto dopo l’annuncio della presenza dell’attuale numero uno mondiale dell’ultra-trail, la neozelandese Ruth Croft (Adidas).

Costretta a rinunciare all’UTMB Mont-Blanc 2026 a due giorni dalla gara per tornare in patria accanto alla madre, la campionessa dell’UTMB 2025 ha trascorso un mese correndo sui sentieri di casa, in particolare nell’Arthur Pass National Park. È difficile immaginare chi possa impensierirla, anche perché sui social ha scritto di «non essersi mai sentita così bene in carriera». Anche se non ha mai corso su questi sentieri…

Marianne Hogan poteva essere una delle avversarie più credibili della neozelandese. Terza alla Western States nel giugno 2026, la canadese del Team Salomon si è purtroppo procurata una lesione alla fascia del polpaccio quattro settimane prima del Grand Raid. Ha dovuto smettere di correre per 15 giorni e ha ripreso soltanto una settimana prima della partenza. Ma con il carattere che la contraddistingue, mai dire mai…

© Insta perso
Marianne Hogan

Anche le francesi Sarah Vieuille (Kiprun) e Manon Bohard (Hoka) saranno probabilmente nelle posizioni di testa. La prima ha dominato l’ultima TDS, vincendola, e conosce bene la Diagonale, chiusa già due volte al quarto posto, nel 2022 e nel 2025.

© UTMB
Sarah Vieuille

Anche la giurassiana Manon Bohard conosce alla perfezione le insidie della Riunione, avendo vinto la gara nel 2024. Dopo un inizio di stagione condizionato da una frattura da stress dell’articolazione sacroiliaca, Manon Bohard è tornata su ottimi livelli vincendo l’Integrale dell’Echappée Belle ad agosto.

© UTMB
Manon Bohard all’ultimo Restonica Trail

La francese residente sull’isola Émilie Maroteaux è a sua volta un’ex vincitrice della gara, nel 2021, e ha poi conquistato il podio nel 2023, chiudendo terza. Costretta al ritiro lo scorso anno, nel 2026 sembra essere tornata in forma, grazie al terzo posto al Restonica Trail di luglio, 110 km e 7.200 m D+, e alla vittoria al Raid 974.

© Insta perso
Émilie Maroteaux

Claire Bannwarth (Fuga), dal canto suo, ha ritrovato il suo ritmo infernale dopo essere stata costretta a fermarsi per un’operazione ormai inevitabile a un tendine della caviglia. Quest’estate ha inanellato una serie di ultra, l’ultima delle quali è stata il Tor 330, chiuso al quinto posto.

© UTMB
Claire Bannwarth a Verbier

La tedesca Eva Sperger (Salomon) non arriva in territorio sconosciuto: la psicoterapeuta ha già chiuso il Grand Raid al quarto posto, nel 2023.

Seconda alla TDS 2024 e vincitrice dell’Ultra Snowdonia a inizio stagione, la svizzera Ariane Wilhem (Compressport) dà il meglio sui percorsi e nei contesti più complicati, ma scoprirà per la prima volta la Riunione.

© UTMB
Arianne Wilhem alla TDS 2024

Come l’americana Alyssa Clark (On), autrice di un’ottima stagione 2026, con il terzo posto alla TDS 2026 e il secondo ai Canyon Endurance Runs.

© UTMB
Alyssa Clark

Da segnalare anche la partecipazione di un’altra ex vincitrice, la pirenaica Jocelyne Pauly (a segno nel 2018), che questa volta sarà al via per accompagnare il fratello, senza puntare esclusivamente al risultato.