Diagonale des Fous 2026: Hugo Deck vince a La Réunion sotto le 23 ore

LB
Da Luc Beurnaux

Pubblicato il ven 16 ottobre 2026

Aggiornato il ven 16 ottobre 2026

Diagonale des Fous 2026: Hugo Deck vince a La Réunion sotto le 23 ore
© Grand Raid de La Réunion

Alla sua prima Diagonale des Fous, Hugo Deck (adidas Terrex) ha tagliato da vincitore il traguardo allo Stade de La Redoute, a Saint-Denis, sull’isola di La Réunion, venerdì sera, dopo 22h54'19 di sforzo intenso. Secondo posto per Robin Juillaguet (Salomon), mentre il belga Jérôme Vanderschaeghe completa il podio maschile del 2026.

Le fate del trail si erano già affacciate alla sua culla. Ma è stato solo dopo aver insistito e riprovato che Hugo Deck (adidas Terrex), 26 anni, ha finalmente concretizzato oggi tutte le aspettative riposte in lui da diversi anni, su uno dei monumenti del trail che è questa Diagonale des Fous.

Sul percorso più lungo mai proposto dalla gara réunionese (180 km e 10.200 m D+), Hugo Deck è rimasto a lungo nel gruppo degli inseguitori, prima di esplodere dopo la terribile salita al Maïdo (km 124) e non farsi più raggiungere dagli avversari.

Fino a quel momento il francese Vincent Esmiol (Kiprun) era partito in avanscoperta fin dai primi chilometri. Vincitore dell’Echappée Belle 2025 e del MIUT 2026, aveva raggiunto Hell-Bourg (km 80,7), nel circo di Salazie, con un margine consistente sugli inseguitori.

Il grande favorito, il britannico Tom Evans (Asics), accusava già un ritardo. Arrivato dieci minuti dopo Hugo Deck e Jean-Philippe Tschumi (Kailas Fuga), il vincitore dell’UTMB 2025 aveva trascorso una notte difficile, segnata da una caduta che gli aveva lasciato insanguinati il sopracciglio sinistro e il ginocchio destro. Ma è ancora in gara, al momento in settima posizione, deciso a non mollare nulla.

Gautier Airiau (Scott) e il beniamino di casa Judicaël Sautron, con il mantra “Patience Reunion” stampato sui pantaloncini, seguivano nel gruppo di testa, mentre Thibaut Baronian (Salomon) occupava la settima posizione. Thibaut Garrivier (Hoka), quinto all’UTMB 2025, è stato costretto al ritiro a Hell-Bourg, debilitato da problemi digestivi e dolori al ginocchio e alla caviglia.

Hugo Deck ha poi spinto nel selvaggio e brutale circo di Mafate, soprattutto nella risalita verso Maïdo Tête Dure. Sotto il caldo intenso di metà giornata, ha aumentato progressivamente il vantaggio sugli inseguitori.

L’altro francese Robin Juillaguet (Salomon), 13º alla CCC 2026, e secondo alla Lavaredo 80km in questa stagione, ha effettuato una spettacolare discesa da quel passo mitico della Diag’, risalendo in classifica fino alla seconda posizione dopo la salita a Chemin Ratinaud (km 147), alla sua prima Diag’ e addirittura al suo primo 100 miglia.

È in questo tratto che ha ripreso Vincent Esmiol, alle prese con problemi gastrici e respiratori che lo hanno fatto scivolare fino al nono posto a La Possession (km 157). Poi il ritiro a Grande Chaloupe (km 164).

Il ritorno del belga Jérôme Vanderschaeghe

Come accade spesso nell’ultratrail, per altri atleti la gara prendeva una piega opposta: un secondo respiro nella seconda metà e nel finale. È il caso del belga Jérôme Vanderschaeghe (Asics), quinto nella scorsa edizione, autore di una rimonta da ultratrailer esperto e prudente. Tredicesimo a Coteau Kerveguen (km 67), poi nono a Hell-Bourg (km 80) e sesto al Maïdo (km 123), è salito sul podio provvisorio a La Possession (km 157).

Una posizione che non avrebbe più lasciato, senza però riuscire a riprendere il pirenaico Robin Juillaguet, alla fine secondo a quasi un’ora dal vincitore di giornata, Hugo Deck. Per lui, finalmente, la prima vittoria di caratura mondiale, quella per cui in molti lo indicavano come predestinato da anni.

Il trionfo tanto atteso di Hugo Deck

Quinto alla CCC a 21 anni nel 2021, poi vincitore l’anno successivo del suo primo 100 miglia alla Nice Côte d’Azur by UTMB, questo ex cestista nato a Strasburgo ha poi incontrato a lungo difficoltà nei grandi appuntamenti.

Portando pazienza, senza mai arrendersi, è tornato sui 100 km, chiudendo terzo la 90 km del Mont-Blanc (2023), vincendo l’Ultra-Trail Cape Town nel 2024 e poi per due volte consecutive la MaXiRace d’Annecy (2025 e 2026). Al ritorno sui 100 miglia e oltre, Hugo Deck conferma finalmente tutto il talento intravisto finora.

© Grand Raid Réunion

Questo trionfo non è frutto del caso. Arrivato sull’isola diverse settimane prima della partenza, si è acclimatato per tre settimane a Cilaos, ambiente caldo e roccioso vicino ai sentieri del Var dove vive dall’età di 17 anni, e ha studiato il nuovo passaggio di questa edizione a Hell-Bourg.

Sul percorso l’assistenza era una questione di famiglia: sua madre e sua nonna lo hanno seguito da un punto all’altro, per poi ritrovarlo al traguardo. E vivere, senza dubbio, un’emozione intensa quanto quella del ventiseienne.

La Réunion piazza due atleti

I colori locali hanno festeggiato anche grazie al quarto posto di Judicaël Sautron, arrivato a poco meno di 30 minuti dal podio. Già sesto nella scorsa edizione, il réunionese continua a crescere con costanza.

Un altro esordiente alla Diag’, Nicolas Gourdon (New Balance), ha chiuso con uno splendido quinto posto, dopo aver vinto il Trail de Bourbon nel 2023.

Thibaut Baronian (Salomon), lo svizzero Jean-Philippe Tschumi (Fuga) e Gautier Airiau (Scott) sono stati infine costretti al ritiro, rispettivamente a Chemin Ratinaud (km 147), al Maïdo (km 123) e a Roche Plate (km 115).

Top 5 maschile della Diagonale des Fous 2026

1) Hugo Deck (Francia): 22h54’19

2) Robin Juillaguet (Francia): 23h51’54

3) Jérôme Vanderschaeghe (Belgio): 24h10’35

4) Judicaël Sautron (Francia): 24h38’40

5) Nicolas Gourdon (Francia): 24h46’44

Ruth Croft verso un’altra vittoria di prestigio

Tra le donne, la favorita neozelandese Ruth Croft (Adidas Terrex) è al comando fin dai primi chilometri. All’ultimo rilevamento a Grande Chaloupe (km 164), occupava il 12º posto assoluto. Solo l’americana Alyssa Clark (On) riusciva a tenerle testa, a circa 45 minuti.

La francese Agathe Bes (Brooks) rappresentava con onore e resilienza i colori francesi nella gara femminile, al terzo posto, a una quarantina di minuti da Clark, mentre Sarah Vieuille si era ritirata presto, all’altezza della Plaine des Merles (km 94).

Blandine L’Hirondel chiude la Mascareignes in omaggio a Lola

Poco prima, anche l’arrivo di Blandine L’Hirondel a La Redoute era stato carico di emozione. Vincitrice della Diagonale des Fous l’anno scorso e dell’UTMB lo scorso agosto, la francese questa volta ha preso il via della Mascareignes (74 km e 3.800 m di dislivello positivo), chiudendola in 11h57’30. Per la due volte campionessa mondiale di trail, l’essenziale non era la prestazione, ma il gesto: correre in omaggio a Lola, la figlia dei suoi amici David e Valérie, morta quest’estate a 23 anni.

Attraverso questa avventura sui sentieri réunionesi, la normanna voleva sostenere i suoi amici, che le avevano fatto scoprire il trail durante il suo soggiorno sull’isola diversi anni fa, e regalare loro un momento speciale in memoria della figlia. Una sfida ancora più dura perché segnata da una caduta nella notte, quando era in corsa per il podio, che le ha provocato una lussazione alla spalla. Al traguardo portava una fasciatura per tenere fermo il braccio. Nonostante il dolore e le difficoltà incontrate lungo il percorso, ha voluto arrivare fino in fondo per onorare il suo impegno.

« Sì, dolorosa in tutti i sensi del termine, ha raccontato all’arrivo a La Redoute. Ho avuto qualche problema fisico, ma è stato doloroso anche dal punto di vista mentale, per la causa che volevo sostenere. Quando ho saputo che sarei venuta, sapevo che non c’erano parole né regali capaci di sostituire Lola. Era la cosa più bella che avessi trovato per restituire il sorriso a persone che lo avevano perso. Far vivere la memoria di Lola sulla linea d’arrivo era molto importante per me. »

Poco prima di Blandine L’Hirondel, Florian Bernabeu-Seguy (8h13’32) e Claire Jacquin (10h11’27) avevano tagliato da vincitori il traguardo della Mascareignes.

I podi della Mascareignes

Uomini

1) Florian Bernabeu-Seguy (Francia): 8h13’32

2) Nirina Haja (Madagascar): 8h17’46

3) Jean-Charles Breton (Francia): 8h36’30

Donne

1) Claire Jacquin (Francia): 10h11’27

2) Julia Velly (Francia): 10h58’27

3) Chloé Le Guillou (Francia): 11h01’14

REPLAY della Diagonale des Fous 2026