UTMB 2026: perché la TDS non è una gara da snobbare
La Trace des Ducs de Savoie (TDS) 2026 parte questo lunedì sera alle 23:50 da Courmayeur. Entrata nel programma UTMB nel 2009, si è imposta come una prova di carattere: per molti è più tecnica, più dura, più impegnativa e più “alpina” della gara regina UTMB, pur non facendo parte delle UTMB World Series Finals. Vediamo chi potrebbe raccogliere l’eredità del francese Antoine Charvolin (team On) e dell’americana Careth Arnold (team Altra) su questo tracciato da 145 km e 9500 m D+.
La Trace des Ducs de Savoie deve la sua esistenza allo straordinario successo delle due gare originarie dell’evento UTMB Mont Blanc, ovvero UTMB e CCC. Nel 2008, i 4400 pettorali messi in palio su queste due prove vanno esauriti in otto minuti.
Di fronte a una domanda così forte, ma anche alla volontà di Bourg-Saint-Maurice di “beneficiare” anch’essa del passaggio dell’UTMB, viene proposta una nuova gara, pensata per esplorare il versante savoiardo e il Beaufortain. Su un tracciato più selvaggio, dove l’autonomia è maggiore. Così nasce la TDS, destinata a fare rima con autenticità e durezza.
La TDS somiglia a quei ruoli da non protagonista al cinema: discreti, ma indispensabili perché il film riesca. Nel cuore della settimana folle dell’UTMB Mont Blanc, la TDS attira in effetti pochi riflettori; piazzata a inizio settimana, i suoi eroi finiscono in fretta dimenticati. È talmente “ruvida”, e così poco scorrevole rispetto all’UTMB, che in tanti esitano a venirci a fare i conti.
Un percorso autentico e duro
Con partenza da Courmayeur, ai trail runner aspettano 145 km e 9500 m D+. Si comincia subito con la salita verso la cresta del Mont Favre, seguita dall’avanzamento al col Chavannes. Poi si apre il col du Petit Saint Bernard, prima di tuffarsi in oltre 15 km di discesa verso Bourg Saint Maurice. Qui conviene approfittare del ristoro, prima della terribile salita al passeur de Pralognan (2000 m D+ filati), quindi la discesa fino al Cormet de Roselend. Si continua a scendere verso la Gittaz, prima di risalire al Pas d'Outray, sito emblematico che regala una vista panoramica su Pierra Menta e Grand Mont, luoghi mitici dello sci alpinismo, ma anche su Hauteluce e i suoi borghi autentici. Archiviata la parentesi “contemplazione”, si riprende a perdere quota senza tregua fino al fondovalle e al paese di Beaufort. Poi arriveranno la risalita verso la diga della Girotte, la discesa verso Les Contamines-Montjoie, l’ascesa al Col du Tricot e a Bellevue, prima di una discesa finale spacca-gambe passando per Les Houches e Chamonix, dove è posto l’arrivo.
Come trampolino verso l’UTMB
L’atmosfera fuori dal comune, quasi in disparte rispetto alla civiltà, contribuisce al fascino della prova. Un ambiente e panorami che non si ritrovano in nessun’altra gara dell’UTMB Mont Blanc e che conquistano gli atleti più “montanari” del gruppo.
Qui si sono rivelati grandi nomi, e alcuni se ne sono serviti come trampolino per affrontare poi l’UTMB. Il nepalese Dawa Sherpa, i francesi Xavier Thévenard, Michel Lanne, Ludovic Pommeret, gli spagnoli Pau Capell e Pablo Villa, o ancora la svedese Mimmi Kotka, le francesi Audrey Tanguy, Nathalie Mauclair, Maryline Nakache, o la compianta svizzera Andrea Huser tra le donne, hanno tutti scritto un giorno il proprio nome nell’albo d’oro della TDS.
Di recente, l’organizzazione UTMB le ha ridato peso e ha riacceso l’interesse dei trail runner: oggi finire la TDS vale 4 Running Stones, quei “punti” preziosissimi in vista del sorteggio per le Finali UTMB World Series di Chamonix. Abbastanza per far gola a molti.
Louison Coiffet per la prima?
Per l’edizione 2026, il francese Louison Coiffet (Team Salomon) si presenta da favorito, dopo la dimostrazione di forza e lucidità nell’ultimo 90 km del Mont Blanc, a fine giugno, vinto con autorità davanti all’americano Ben Dhiman (Team Asics Fuji Trail). 3º ai Mondiali di trail long a fine 2025, Louison Coiffet è uno che sa muoversi su sentieri cattivi, come dimostra la vittoria alla Restonica Trail 2024 (111 km / 7128 m D+) in Corsica, su un terreno davvero durissimo. Lo spagnolo Ruben Dieguez Quiroga (team Kailas Fuga) sarà un avversario tosto, vincitore a maggio della 100 miles portoghese Oh meu deus (167 km / 8900 m D+), così come l’americano Tyler Green (team Nike ACG), 3º al MIUT (111 km / 7200 m D+) a inizio anno.
Un terzetto francese potrebbe anche giocarsi le proprie carte, con Paul Creuzet (team Kailas Fuga), 26º all’UTMB 2025 e 2º al Trail 100 Andorra by UTMB 2026 (105 km e 6800 m D+), l’esperto Rémy Brassac (Team Cimalp), 4º al Val d’Aran 2026 (110 km / 6400 m D+) e vincitore dell’Endurance Trail des templiers 2025, e Clovis Chaverot (team Inov8), reduce da una serie di vittorie su due gare alpine in Svizzera: la X-Traversée a inizio luglio (77 km / 5100 m D+) e la Swiss Canyon Trail (83 km / 3500 m D+).
Tra le donne, la tedesca Ida Sophie Hegelmann (Team The North Face) vorrà prendersi una rivincita dopo le gare non portate a termine a Chamonix: ritiro nel 2023 e nel 2024 all’UTMB, e ritiro l’anno scorso proprio alla TDS. Ma la tedesca arriva con un’inerzia eccellente, con una vittoria al mese da maggio: al Grossglockner Ultra Trail (84 km / 5000 m D+) a fine luglio, allo Zugspitz Ultra Trail by UTMB (74 km / 3000 m D+) a giugno e al Grand Raid du Ventoux a maggio (87 km / 4200 m D+).
Le francesi non staranno a guardare, con la vosgiana Sarah Vieuille (Team Kiprun) particolarmente in forma dalla fine del 2025, quando aveva vinto la mostruosa PicaPica nei Pirenei (109 km / 11 500 m D+), chiuso al 4º posto la Diagonale des Fous a La Réunion, e poi infilato 6 vittorie in 6 gare nella stagione 2026, con tanto di successo su uno dei formati della Restonica trail a luglio (69 km / 3950 m D+). La nordista Elise Delannoy (team Inov8) si ripresenterà invece al via di Courmayeur lunedì sera per difendere il suo 3º posto del 2025.
Le altre outsider saranno l’italiana Lisa Borzani, 2ª al Cervino Matterhorn Ultra (70 km / 5000 m D+) 2026, e la canadese Stephanie Case (team The North Face), 5ª al Trail 100 Andorra by UTMB 2026.