Rachid El Morabity e Sylvie Van Baelen vincono la MDS 120 Maroc 2026

LB
Da Luc Beurnaux

Pubblicato il ven 9 ottobre 2026

Aggiornato il ven 9 ottobre 2026

Rachid El Morabity e Sylvie Van Baelen vincono la MDS 120 Maroc 2026
© iancorless

Il marocchino Rachid El Morabity e la belga Sylvie Van Baelen hanno conquistato l’edizione 2026 della MDS Maroc al termine della terza e ultima tappa, 25 km su un percorso condiviso con gli atleti della MDS Handi.

Il marocchino Rachid El Morabity si impone tra gli uomini, completando l’ultima tappa in 1h43’. Alle sue spalle i francesi Louis Godeman, secondo, e Sélim Deterpigny, terzo. Nella classifica generale finale, Rachid El Morabity vince in 9h28'39", coprendo i 120 km davanti a Louis Godeman e Selim Deterpigny. 

© Ian Corless / MDS
© Ian Corless / MDS

Tra le donne, la belga Sylvie Van Baelen chiude al primo posto la tappa in 2h15'23". Alle sue spalle la connazionale Laura Dumortier e la britannica Marie Kirton.

© Ian Corless / MDS
Laura Dumortier, seconda nella gara.

Nella classifica generale, Sylvie Van Baelen vince in 12h29'47" e chiude sesta assoluta. Nella categoria MDS Handi, Aubin Barillon fa segnare il miglior tempo di tappa in 2h09'17". Bérengère Schmitt-Bennacer è seconda, davanti a Delia Guggenheim, terza. Nella generale, Aubin Barillon (Du Sables dans les Yeux) vince in 6h58'54". Alle sue spalle Guillaume Jeannin e Bérangère Schmitt Bennacer.

Atleti normodotati e con disabilità, uniti nella stessa sfida

Nell’ultima giornata di gara, i partecipanti alla MDS 120 Maroc e alla MDS Handi hanno affrontato un percorso comune di 25,1 chilometri, simbolo della vicinanza e della solidarietà che hanno accompagnato le due gare fin dalla partenza. Nel cuore di un canyon roccioso, il terreno ha subito messo tutti davanti alle proprie difficoltà. Tra passaggi tecnici, rocce e ostacoli naturali, ogni metro ha richiesto concentrazione, determinazione e impegno.

Per gli atleti della MDS Handi, alcuni tratti si sono rivelati particolarmente impegnativi e hanno richiesto uno sforzo collettivo per avanzare. 

In questi passaggi difficili, il sostegno reciproco ha mostrato tutto il suo valore. Per permettere alle carrozzine di superare gli ostacoli, non bastava sempre una sola persona: a volte era necessario unire le forze e coordinare i movimenti di più partecipanti. Spontaneamente, i corridori e i camminatori della MDS 120 sono arrivati in aiuto degli atleti della MDS Handi. Ognuno ha dato il proprio contributo, in uno stesso slancio di solidarietà.

Al traguardo, la fatica si è mescolata all’orgoglio, i sorrisi alle lacrime di gioia. Per alcuni, l’emozione nasceva dall’aver superato i propri limiti. Per altri, era legata alla strada percorsa, alle difficoltà superate e ai legami creati tappa dopo tappa. Per tutti, questo arrivo ha consacrato un’avventura destinata a lasciare un segno duraturo. La MDS Handi e la MDS 120 Maroc hanno così concluso il loro percorso con un’immagine forte: quella di partecipanti uniti dalla stessa sfida, in cui ogni arrivo conta e ogni vittoria individuale assume una dimensione collettiva.