Trofeo Nasego 2026, tutti i risultati della 25ª edizione

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Da Luc Beurnaux

Pubblicato il lun 7 settembre 2026

Aggiornato il lun 7 settembre 2026

Trofeo Nasego 2026, tutti i risultati della 25ª edizione

Il Trofeo Nasego, tra Casto e Famea in Lombardia, è ormai una tappa di riferimento nel panorama internazionale della corsa in montagna. La prova ha ospitato anche i Campionati Italiani e diverse tappe di Coppa del mondo, come anche quest’anno con la 13ª tappa del circuito 2026. Al via un parterre all’altezza della reputazione: campioni del mondo ed europei in carica o ex vincitori, leader e vincitori della Coppa del mondo, ma anche una nuova generazione pronta a farsi spazio sulla scena internazionale.

Lungo 21,5 km con 1300 m D+, il percorso del Trofeo Nasego offre ai runner una grande varietà di terreni. La difficoltà principale è una salita da oltre 700 m di dislivello positivo, tra Ponte Vrenda e il Rifugio Nasego, a 1300 m di quota.

La salita inizia al decimo chilometro e diventa via via più ripida fino al rifugio, al sedicesimo. I primi dieci chilometri, piuttosto veloci e mossi, su sentieri scorrevoli, possono già creare i primi gap. Ma quando si entra in questa lunga ascesa regolare, il profilo cambia completamente. Se la salita favorisce naturalmente gli specialisti del dislivello, gli ultimi quattro chilometri di discesa, con diversi passaggi tecnici fino all’arrivo a Famea, possono esaltare altri profili o trasformare un ritardo in un attimo.

Per vincere al Trofeo Nasego, bisogna essere completi: saper spingere nei tratti corribili, salire forte e guidare bene nelle discese tecniche.

Cinquina keniana tra gli uomini

Due favoriti spiccavano chiaramente alla partenza: i keniani Patrick Kipngeno e Philemon Kiriago, entrambi già vincitori della gara negli ultimi quattro anni. Ma il livello era altissimo, con in particolare una folta pattuglia italiana.

Kipngeno arrivava a questa edizione da primatista del percorso, grazie al 1h30’46 del 2022. Restava da capire se quel tempo avrebbe retto di fronte a una concorrenza così qualificata.

Kiriago decideva di prendere subito in mano la corsa e si portava al comando. Al sesto chilometro, a Piani di Alone, precedeva il connazionale keniano Elija Kamau Kariuki, una delle rivelazioni di questa stagione di Coppa del mondo, mentre un altro keniano, Michael Selelo Saoli, occupava la terza posizione.

Al passaggio di Pannelli, all’undicesimo chilometro, appena prima dell’inizio della grande salita verso il Rifugio Nasego, la top 5 restava invariata e i distacchi erano minimi. Come previsto, tutto si sarebbe deciso in salita… e poi in discesa.

All’arrivo al Rifugio Nasego, Kipngeno, allora in quinta posizione, aveva piazzato l’accelerazione ed era ormai a pochi secondi dal leader Kiriago. Paul Machoka, altro keniano, era risalito a sua volta fino a inserirsi in quinta posizione.

All’inizio dei quattro chilometri di discesa, un minuto separava i primi tre: tutto era ancora possibile.

© Davide Vaninetti
Il podio maschile

Alla fine, Philemon Kiriago tagliava per primo il traguardo a Famea. Il keniano vinceva in 1h30’08, migliorando di 38 secondi il precedente record del percorso detenuto da Kipngeno. Quest’ultimo conservava il secondo posto, mentre il trionfo keniano veniva completato dal terzo posto di Michael Saoli, che resisteva al rientro di Elijah Kariuki e Paul Machoka per tenersi l’ultimo gradino del podio.

Il francese Maël Henric (Salomon) riesce a entrare nei primi dieci con il 10° posto in 1h39’05; Théodore Klein è 12°, Corentin Capelier 13°, Mathieu Le Fur 18°, Jules Barriod 24°.

TOP 5 UOMINI

  1. Philemon Kiriago (Kenya) 1h30’08

  2. Patrick Kipngeno (Kenya) 1h31’10

  3. Michael Saoli (Kenya) 1h32’13

  4. Elijah Kariuki (Kenya) 1h 33’11

  5. Paul Machoka (Kenya) 1h34’43

La campionessa del mondo Nina Engelhard deve arrendersi

Tra le donne, la keniana Ruth Mwihaki Gitonga, leader della Coppa del mondo, sembrava difficilissima da battere: aveva infatti vinto tutte le gare in formato Classic disputate in stagione. Ma questa volta doveva fare i conti con la tedesca Nina Engelhard, campionessa del mondo in carica della specialità, che proprio quest’anno l’aveva già preceduta.

Il duello prometteva scintille, anche perché il livello era altissimo: dalla doppia vincitrice austriaca Andrea Mayr, alla britannica Kirsty Skye Dickson, fino alle keniane Miriam Chepkirui, Joyce Muthoni Njeru e Gloria Chebet.

Gitonga prendeva subito il comando. Al sesto chilometro, a Piani di Alone, Engelhard era la principale inseguitrice, mentre Chepkirui, Njeru e Chebet completavano la top 5.

Avvicinandosi alla grande salita, al passaggio di Pannelli all’undicesimo chilometro, il quintetto di testa restava invariato, anche se Chebet aveva superato Njeru.

Il giorno prima, nella Vertical, Engelhard aveva mostrato di aver ritrovato tutta la potenza in salita dopo l’infortunio. La tedesca aveva quindi un’arma pesante proprio nel tratto chiave. E infatti l’ascesa avrebbe rimescolato le carte.

Gitonga transitava per prima al Rifugio Nasego, al sedicesimo chilometro. La keniana era riuscita a conservare 22 secondi di vantaggio su Engelhard.

Chepkirui restava terza, ma accusava ormai due minuti dal duo di testa, rendendo un rientro molto improbabile.

Kirsty Skye Dickson aveva, anche lei, spinto in salita per prendersi il quarto posto, a poco più di un minuto da Chepkirui. L’italiana Arianna Dentis, protagonista di buoni risultati in stagione nelle tappe di Coppa del mondo di Grossglockner e Vauban, era risalita in quinta posizione. Anche Andrea Mayr aveva recuperato terreno ed era nel gruppo inseguitore in vetta.

© Davide Vaninetti
Podio femminile

La lunga discesa finale si rivelava ancora più decisiva tra le donne che tra gli uomini. Engelhard non riusciva a rientrare e Ruth Mwihaki Gitonga vinceva in 1h47’06, con 27 secondi sulla tedesca, seconda in 1h47’33. Chepkirui difendeva il terzo posto. Dentis proseguiva il suo forcing fino al traguardo per prendersi la quarta posizione, davanti a Chebet, quinta.

Tra le francesi, Céline Jeannier chiude 18ª, Cristel Dewalle 22ª, Rosalie Georges 25ª, Elise Guillo 31ª,

TOP 5 DONNE

  1. Ruth Mwihaki Gitonga (Kenya) 1h47’06

  2. Nina Engelhard (Germania) 1h47’33

  3. Miriam Chepkirui (Kenya) 1h50’14

  4. Arianna Dentis (Italia) 1h52’51

  5. Gloria Chebet (Kenya) 1h53’12

La Coppa del mondo di corsa in montagna fa ora rotta verso la Polonia, il 19 settembre, per l’ultima prova di lunga distanza del circuito 2026 alla Maraton Trzech Jezior (Three Lakes Marathon).