Gordy Ainsleigh, l’uomo al galoppo
© Western States Endurance Run

Gordy Ainsleigh, l’uomo al galoppo

CP
Da Charles-Emmanuel Pean

Pubblicato il gio 24 settembre 2026

Il 3 agosto 1974 Gordy Ainsleigh prende il via alla Western States Trail Ride, una gara di endurance equestre conosciuta anche come Tevis Cup. Senza cavallo, decide di affrontare il percorso a piedi e taglia il traguardo 23 ore e 42 minuti più tardi. La sua impresa darà vita, qualche anno dopo, alla Western States Endurance Run, diventata uno dei massimi riferimenti mondiali dell’ultratrail.

L’impresa di Gordy Ainsleigh

Alle 4:50 del mattino, il 3 agosto 1974, Gordy Ainsleigh lascia la zona di Squaw Valley pochi minuti prima dei cavalli. Quell’anno sono 198 i cavalieri e le loro cavalcature al via della Tevis Cup. Lui è solo, a piedi, dopo aver dovuto rinunciare alla gara con il suo cavallo nel 1973. Dieci minuti più tardi, anche i cavalieri iniziano la traversata delle montagne. Creata nel 1955 dall’imprenditore Wendell Robie (nella foto sotto), è la più antica gara di endurance equestre. La corsa collega la zona del lago Tahoe ad Auburn lungo i sentieri della Sierra Nevada, da percorrere in meno di ventiquattro ore.

I cavalli vengono controllati lungo il percorso e devono essere giudicati idonei a proseguire. Ainsleigh conosce perfettamente questo mondo: ha concluso la Tevis Cup, a cavallo, nel 1971 e nel 1972. Ma il 3 agosto 1974 diventa il primo corridore a completare il percorso in meno di ventiquattro ore e soprattutto l’ispiratore di una delle gare più famose al mondo, la Western States 100-Mile Endurance Run.

Altri corridori avevano già affrontato il percorso a piedi, ma con tempi ben lontani da quelli strabilianti di Gordy. Nel 1972, infatti, venti militari avevano tentato la Western States Trail a piedi e sette di loro erano arrivati ad Auburn. Avevano però impiegato tra le 45 e le 47 ore. Gordy riuscì invece a rispettare il tempo imposto… ai cavalli. Nel 1977 l’eredità di Ainsleigh prende forma: quattordici corridori provenienti da quattro Stati partecipano alla prima Western States Endurance Run organizzata ufficialmente, ancora disputata insieme alla Tevis Cup. Solo tre uomini raggiungono Auburn.

© Western States 100 miles Endurance Run
Wendell Robie, fondatore della Tevis Cup

Un progetto studiato nei dettagli

Contrariamente ad alcuni racconti che abbelliscono la storia di Gordy Ainsleigh, evocando per esempio il ritiro del suo cavallo che lo avrebbe spinto a proseguire a piedi, il progetto era stato studiato nei dettagli. Il passaggio alla corsa era stato preparato da Gordy, che nel 1973 aveva partecipato alla Castle Rock 50. Correva la maratona in meno di tre ore. Fu Drucilla Barner, la prima donna a vincere la Tevis Cup e all’epoca segretaria dell’associazione organizzatrice, a incoraggiare Gordy Ainsleigh a tentare l’esperimento sul percorso completo, visto che dopo il ritiro del 1973 non aveva più un cavallo in grado di affrontare la gara.

Ainsleigh conosce i sentieri: per restare sotto le ventiquattro ore deve mantenere una velocità media di poco superiore ai 6 km/h. Le salite della Sierra Nevada, le discese ripide, i canyon, il caldo e i lunghi tratti isolati compongono già il nucleo di ciò che renderà celebre la Western States. Ainsleigh non può ancora contare sui ristori di un’ultra moderna, ma aveva preparato con cura la sua strategia, lasciando per esempio in anticipo bottiglie di bevanda energetica lungo il percorso.

Ventitré ore e quarantadue minuti dopo la partenza, Gordy Ainsleigh raggiunge il traguardo. Da quel giorno la Western States considera questa la prima edizione della propria storia: un partente, un arrivato. Il sito ufficiale della Western States Endurance Run rende omaggio proprio a questa eredità.

Una passione ancora viva

Se Gordy Ainsleigh non è l’inventore dell’ultratrail, quel giorno ha fissato un livello di prestazione così alto da rendere la sua impresa sorprendentemente moderna. Anche la preparazione e la meticolosità lo erano. I militari che avevano tentato la distanza ci avevano messo il doppio del tempo.

Questo appassionato di natura e sport, oltre che medico, ha qualcosa in comune con Kilian Jornet: essere cresciuto in montagna, conoscerne la durezza e amare sopra ogni cosa la sfida con se stessi. Va ricordato che, prima di farsi conoscere sui sentieri e diventare un punto di riferimento della corsa, il corridore era considerato uno dei migliori cavalieri del circuito statunitense.

Gordy resta una figura amatissima da chi ama la natura e il trail. Il suo sorriso e il suo atteggiamento continuano a ispirare, mentre lui prende ancora parte alle gare. A 79 anni continua a correre, anche se non può più affrontare i 100 miles, con suo grande rammarico… Nel 2026, un giornalista di Outside ha raccolto questa frase dell’uomo al galoppo: « Mi deprime soprattutto il fatto di non poterlo più fare, vorrei davvero poterlo fare ancora ». È ancora volontario alla Western States. Se lo incontrate, chiedetegli una foto!

© Wikimedia
Gordy Ainsleigh alla Western States nel 2007, mentre offre massaggi ai corridori come volontario

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