Mondiali di Backyard Ultra, i belgi Ivo Steyaert e Merijn Geerts demoliscono il record del mondo con 831,5 km in poco più di cinque giorni
Dal 17 ottobre, 67 squadre nazionali da quindici atleti si contendono il titolo mondiale di Backyard Ultra, ognuna nel proprio paese e sul percorso che preferisce. Ogni componente doveva concatenare più giri possibile da uno yard (6,7 km), da completare entro l'ora. I giri di tutti i compagni venivano poi sommati per stilare la classifica a squadre. I belgi Ivo Steyaert e Merijn Geerts hanno corso 124 giri da 6,7 km in 124 ore, una distanza colossale: 831,5 km.
Questa edizione 2026 resterà sicuramente nella memoria di una disciplina ancora giovane, i cui primi Mondiali a squadre si sono disputati nel 2020. Intanto perché i belgi Merijn Geerts e Ivo Steyaert hanno battuto, fianco a fianco, il record del mondo individuale, completando 124 giri (in 124 ore) sul circuito belga tracciato nel Domaine Beverdonk, a Retie, nel nord del Belgio. Quasi 831 km in poco più di cinque giorni. Il precedente primato apparteneva all'australiano Phil Gore, con 119 giri. Nonostante la tenacia dei due leader, il Belgio chiude al terzo posto ai Mondiali a squadre, con un totale di 1058 giri.
A imporsi nella classifica a squadre 2026 sono gli Stati Uniti, trascinati da Mark Dowdle, il migliore del team con 107 giri, e da Jon Nola, con 106. La squadra americana vince con 1120 giri completati, davanti all'Australia, ferma a 1069. Gli australiani hanno mostrato un'omogeneità impressionante: il migliore non supera gli 87 giri, mentre gli altri 14 compagni chiudono tra i 40 e gli 86 giri.
Record personali ma podio mancato per la Francia
La Francia, dal canto suo, continua a crescere, anche se nel 2026 non sale sul podio. I tricolori chiudono al sesto posto di questi Mondiali, ma con diversi primati personali. Prima di tutti Christophe Baud, che stabilisce il nuovo PB con 101 giri. Ha corso in coppia con Julien Pierlot, che per la prima volta raggiunge i 100 giri sul circuito normanno di Bacqueville-en-Caux.
Sonia Poutrel, unica donna della squadra, ha portato il record francese femminile a 68 giri, mentre Sébastien Despas e Maxime Le Meitour hanno migliorato a loro volta il proprio personale (72 giri).
L'ambizione di partenza della nazionale francese era chiara: puntare al podio. Ma è stata presto ridimensionata. Tre corridori della squadra, Benjamin Rascalou, Fabrice Puaud e Ronan Pierre, si sono fermati in anticipo, già nella prima metà della gara. Il contesto non ha aiutato. Un meteo tipicamente normanno, con pioggia, vento e notti fredde, ha trasformato i tratti erbosi in fango. Il campo base ha dovuto addirittura traslocare in un rifugio in muratura, troppo piccolo per i quindici francesi, mentre i gazebo restavano montati all'esterno.
In questo quadro, il duello finale tra Julien Pierlot e Christophe Baud resterà il momento clou di questa edizione. I due hanno corso in coppia, aiutandosi per lunghe ore. Christophe, il più esperto (finisher recente del Tor des Géants in poco più di 100 ore), ha cercato di portare Julien Pierlot, originario di Reims, il più lontano possibile. Insieme hanno superato le 400 miglia, raggiunte dopo quattro giorni di gara.
Domenica sera Julien Pierlot ha raggiunto i 100 giri, diventando la 22ª persona al mondo a entrare in questo club ristrettissimo. Invece di proseguire, ha scelto di fermarsi e di condividere la prestazione con la famiglia, lasciando la vittoria, e quindi il titolo di campione di Francia, a Christophe Baud, che si qualifica per la Big's Dog 2027 (campionati del mondo individuali) e migliora il suo record con 101 giri. Nonostante tutte queste imprese, la Francia chiude piuttosto lontana dal podio, con un totale di 889 giri cumulati.