Bollé Skyrun, la prova: occhiali leggeri e stabili per leggere il terreno

LB
Da Luc Beurnaux

Pubblicato il ven 23 ottobre 2026

Aggiornato il ven 23 ottobre 2026

Bollé Skyrun, la prova: occhiali leggeri e stabili per leggere il terreno
© Bollé

Presentati all'ultima UTMB Mont-Blanc, gli occhiali Bollé Skyrun hanno preso la scena a Chamonix grazie a Blandine L'Hirondel, vincitrice della gara, e a Virgile Moriset, quarto tra gli uomini. Un debutto col botto per questo modello, che abbiamo potuto provare per tutta l'estate e nelle prime settimane d'autunno.

Correre con gli occhiali ha il suo stile. Ma non solo. Solo chi la corsa non la pratica pensa che sia una questione di apparenza. Per cominciare, le lenti fanno da scudo contro tutti gli oggetti volanti non identificati che possono disturbare la vista mentre si corre. Come il parabrezza di un'auto, la lente raccoglie moscerini, zanzare e detriti di ogni genere, soprattutto in montagna o negli spazi verdi che si attraversano nel trail.

Ma soprattutto, ed è la funzione primaria di un occhiale, serve a schiarire l'orizzonte per correre nel modo più fluido possibile, evitando gli ostacoli che costellano il sentiero e individuando il minimo rilievo. Un alleato indispensabile per leggere bene un terreno che nel trail cambia di continuo.

Nel trail le condizioni di luce cambiano di continuo, ed è proprio in queste situazioni che la tecnologia Phantom dà il meglio. Adatta all'istante la propria tonalità per garantire sempre una lettura ottimale del terreno.

Tove Fritzell
Tove FritzellDirettrice Prodotti Bollé

Insomma, usare occhiali da sole nella corsa non ha nulla della moda e nulla di aneddotico. Se in più migliorano il look e diventano un tratto estetico, è solo un bonus.

I nuovi Bollé SkyRun uniscono praticità ed estetica.

A un anno dall'uscita del modello Trailchaser, già festeggiato in grande stile a Chamonix durante l'UTMB, il marchio francese ha bissato lo scorso agosto con lo Skyrun. Un segnale dell'accelerazione di Bollé nel running, dopo aver dimostrato il proprio valore da decenni, in particolare con le maschere da sci.

Lo Skyrun è un concentrato di leggerezza e tenuta per i trail runner più esigenti. Il primo punto di forza è il campo visivo molto ampio, che protegge anche buona parte del viso. Si corre in sicurezza, con la possibilità di anticipare il passo successivo.

Altro punto a favore: la lente Phantom che equipaggia lo Skyrun. È una lente fotocromatica, capace di adattare molto rapidamente la propria tonalità alla luminosità ambientale, per leggere al meglio il terreno qualunque sia l'intensità della luce. In pratica, si schiarisce per esempio in un bosco ombroso e si scurisce sotto il sole pieno.

La lente è montata su una struttura dichiarata a 27 grammi (peso totale confermato dalla nostra bilancia). In gara praticamente ci si dimentica di averla addosso, e resta perfettamente al suo posto. Merito delle aste S-Fit con inserti Thermogrip e del nasello regolabile.

Bollé aggiunge i trattamenti giusti: antigraffio, antiappannamento e oleofobico (respinge i grassi). E non manca il tocco green: la montatura è biobased al 45%, a base di olio di ricino.

© Bollé

Caratteristiche tecniche

Occhiali Bollé Skyrun, colore Twilight Rush

  • Lente fotocromatica Phantom

  • Trattamento antigraffio

  • Trattamento antiappannamento

  • Trattamento oleofobico/idrofobico

  • Montatura biobased al 45% (a base di olio di ricino)

  • Nasello regolabile in Thermogrip® riciclato al 38%

  • Cerniere autobloccanti

  • Compatibile con clip ottico

  • Aste S-Fit con inserti Thermogrip

  • Lente cilindrica

  • Peso: 27 g

  • Prezzo: 210 €