Trail Test Camp: le nostre sintesi dei test sulle scarpe da trail per la categoria Ultra

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Da La rédaction

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Trail Test Camp: le nostre sintesi dei test sulle scarpe da trail per la categoria Ultra

Firmato Finishers e MY TRAILS, il primo «Trail Test Camp» ha riunito dal 18 al 21 maggio a Le Lioran, nel Cantal, 20 runner, 10 uomini e 10 donne, di ogni livello, per un’esperienza inedita: testare, confrontare e valutare in piena indipendenza le migliori scarpe da trail sul mercato. Alla base di questo ambizioso progetto, un’idea semplice ma radicale: riportare il terreno e le sensazioni al centro della valutazione dei prodotti. Dai feedback raccolti tra profili così diversi sono nate sintesi dedicate a ogni modello, nelle categorie Gravel-All Round, Ultra, All Mountain e Race, per offrire uno sguardo inedito sui riferimenti del mercato. Secondo appuntamento con la categoria Ultra.


► CATEGORIA: ULTRA

Scarpe progettate per affrontare molte ore di sforzo su terreni vari e poco tecnici. Le scarpe da trail Ultra privilegiano comfort, ammortizzazione e stabilità nel tempo, mantenendo un buon livello di sostegno quando la fatica si fa sentire. Sono pensate per preservare la fluidità della corsa ora dopo ora, quando la gestione dello sforzo diventa fondamentale.


SINTESI – ON CLOUDULTRA PRO

➜ La On Cloudultra Pro si colloca nella categoria Trail - Ultra come modello ibrido orientato alla performance e alla fluidità della rullata sui sentieri scorrevoli e poco accidentati.

Già da ferma, la scarpa si distingue per un comfort iniziale elevato, favorito da una linguetta sottile che segue con precisione l’anatomia del piede senza creare punti di compressione. Il sistema di allacciatura è uno degli elementi tecnici più riusciti: i lacci dentellati mantengono costante la tensione iniziale, evitando che si allentino durante lo sforzo. La tomaia integra un mesh strutturato e molto traspirante, capace di favorire una buona termoregolazione, anche se alcuni tester hanno segnalato sensazioni diverse nella zona del malleolo o dell’arco plantare, dove può essere percepita una lieve sporgenza in base alla morfologia del piede. Il volume interno, pur non essendo particolarmente fasciante, consente una calzata precisa una volta regolato il serraggio.

In movimento, reattività e leggerezza sono i principali punti di forza del modello. La schiuma restituisce energia in modo efficace, aiutata da un rocker che favorisce la spinta in avanti e rende la scarpa particolarmente brillante sui tratti scorrevoli e veloci. Questa ricerca di vivacità comporta però una marcata instabilità, indicata da alcuni tester come il principale limite tecnico. Durante l’appoggio la scarpa tende a cedere verso l’esterno, comportamento che si accentua sui terreni irregolari e nei runner di corporatura pesante, limitandone l’impiego sui percorsi tecnici.

Sul fronte della protezione, la On Cloudultra Pro offre un quadro contrastante rispetto alle esigenze dell’ultradistanza. Se il paracolpi è giudicato solido da alcuni utilizzatori, l’intersuola filtra il terreno solo in misura moderata. La sensazione di vicinanza al suolo è concreta: nel breve periodo favorisce la precisione degli appoggi, ma può ridurre la protezione del piede con il passare delle ore. Il grip è efficace sui sentieri asciutti e compatti, mentre il disegno dei tasselli mostra i suoi limiti sulle superfici bagnate o cedevoli, dove l’aderenza diventa meno prevedibile. La robustezza complessiva del mesh è comunque promossa per un utilizzo regolare.

È un modello rivolto ai runner leggeri e di peso medio che cercano una scarpa reattiva e traspirante, dai formati brevi fino all’ultra. La On Cloudultra Pro dà il meglio sui percorsi forestali e montani scorrevoli, dove rilancio e comfort iniziale contano più della stabilità e della protezione massima richieste dagli ultra in alta montagna.



SINTESI – KIPRUN KIPSUMMIT MAX

➜ La KIPRUN Kipsummit Max è un modello dedicato alla resistenza prolungata nella categoria Trail - Ultra, con ammortizzazione generosa e una struttura protettiva pensata per le lunghe distanze.

Fin dalla calzata, la scarpa si distingue per un comfort immediato che la maggioranza dei tester ha definito effetto “pantofola”. L’ampio uso di schiuma sul collarino e una linguetta particolarmente spessa avvolgono morbidamente tutto il piede. Il volume interno è uno degli elementi caratterizzanti: il puntale molto spazioso lascia ampia libertà alle dita, anche se alcuni utilizzatori descrivono da fermi una sensazione d’ingombro o da “transatlantico”. Il sistema di allacciatura svolge il suo compito nel mantenere la calzata, nonostante le osservazioni ricorrenti di chi considera la linguetta troppo corta.

In movimento, tenuta del piede e stabilità rappresentano il principale punto di attenzione. Circa un terzo dei feedback segnala instabilità e un sostegno non abbastanza preciso, soprattutto nella zona del tallone e del mesopiede. Questa morbidezza strutturale può dare una sensazione di piede che galleggia durante le fasi di rimbalzo o sugli appoggi incerti, riducendo l’efficacia del contenimento antifatica sui terreni più accidentati. Lo spessore della schiuma offre comunque una stabilità rassicurante negli appoggi di tallone in discesa.

Rullata e dinamica sono punti di forza riconosciuti dalla metà dei tester. La scarpa integra un rocker marcato che facilita la transizione in avanti e sostiene un rilancio efficace, mantenendo fluida la falcata con il passare delle ore. L’ammortizzazione, descritta come molto morbida, filtra completamente il terreno grazie a uno stack elevato che protegge il corpo dagli impatti ripetuti.

L’analisi di grip e protezione conferma l’anima all-terrain del modello. La suola garantisce una trazione corretta attraverso tasselli classici, offrendo versatilità su fondi diversi. La protezione è uno degli elementi più convincenti, grazie a un paracolpi anteriore voluminoso e rigido che protegge l’avampiede dagli ostacoli. Il mesh strutturato e traspirante completa un insieme robusto, preservando il piede nel tempo.

È un modello adatto a runner di ogni corporatura, dai più leggeri ai più pesanti, che cercano comfort sulle lunghe distanze e il massimo livello di filtraggio. La KIPRUN Kipsummit Max è indicata per gli ultra-trail e le uscite molto lunghe su sentieri vari, dove protezione del corpo e gestione della fatica vengono prima della precisione assoluta degli appoggi.



SINTESI – ASICS TRABUCO MAX 5

© ASICS

➜ La ASICS Trabuco Max 5 si colloca nella categoria Trail - Ultra come modello sviluppato specificamente per la resistenza prolungata, con un’ammortizzazione generosa e una marcata spinta meccanica.

Da ferma, la ASICS Trabuco Max 5 si distingue per un comfort iniziale molto elevato. I tester sottolineano la qualità dell’imbottitura del collarino e della tomaia. La calzata offre un volume generoso, con un puntale ampio che lascia adattarsi bene il piede allo sforzo prolungato, anche se alcuni utilizzatori rilevano una precisione inferiore sui piedi più magri. Il sistema di serraggio funziona grazie a lacci sottili e aderenti, completati da un elastico sulla linguetta per riporli.

Sul terreno, il rocker molto pronunciato nell’avampiede assicura una transizione fluida e una spinta costante, facilitando il mantenimento del ritmo sui tratti scorrevoli. Questa geometria, insieme a una schiuma rigida, favorisce un efficace ritorno di energia, ma può dare una sensazione di instabilità ai runner che appoggiano esclusivamente sull’avampiede.

Tenuta e stabilità in movimento sono garantite da una piattaforma ampia, che limita i movimenti indesiderati del piede sui terreni vari. L’ammortizzazione abbondante filtra completamente le asperità, preservando articolazioni e propriocezione durante le ore di sforzo. Restano alcune riserve sulla flessibilità complessiva dell’intersuola: alcuni tester riferiscono una rigidità iniziale nelle prime falcate.

Il grip è affidato a tasselli di dimensioni moderate, capaci di assicurare una trazione sicura sui fondi compatti, ma meno efficaci sulle superfici molto fangose o tecniche. La protezione è un punto forte, grazie a un paracolpi strutturato che funziona come una scocca contro gli urti frontali. Il mesh, robusto e traspirante, offre però una ventilazione solo moderata, che può limitare lo smaltimento del calore durante gli sforzi prolungati con temperature elevate.

È un modello adatto a runner di ogni peso che cercano il massimo dell’ammortizzazione e del filtraggio per gli ultra-trail. Si rivolge soprattutto a chi privilegia protezione e fluidità della rullata su percorsi vari, dove la gestione della fatica è il principale fattore di performance.




SINTESI – HOKA SPEEDGOAT 7

➜ La HOKA Speedgoat 7 si colloca nella categoria Trail - Ultra come scarpa tecnica che cerca l’equilibrio tra ammortizzazione protettiva, precisione della calzata e dinamica per la resistenza prolungata.

Già da ferma, la scarpa offre un comfort iniziale elevato, abbinato a una tomaia aderente che trasmette subito sicurezza. Circa il 40% dei tester sottolinea una calzata particolarmente precisa e avvolgente, con un sostegno rigoroso del mesopiede. Un aspetto importante riguarda la taglia: il modello veste piccolo e potrebbe richiedere una misura in più per garantire lo spazio necessario nelle prove di lunga durata. Il sistema di serraggio è completato da una linguetta molto sottile che risale bene sul collo del piede e facilita l’inserimento, anche se alcuni utilizzatori segnalano l’assenza di un alloggiamento per i lacci.

In movimento, dinamica e carattere “giocoso” sono gli elementi distintivi del modello, confermati dalla grande maggioranza del team di test. Nonostante il volume importante della suola, la schiuma restituisce energia in modo efficace e consente rilanci brillanti, aiutata da un rocker marcato che rende fluida la rullata. Questa reattività permette di mantenere un ritmo sostenuto sui tratti scorrevoli, continuando a filtrare completamente le asperità del terreno ora dopo ora.

Tenuta e stabilità del piede sono giudicate eccellenti sui tratti tecnici. La struttura garantisce precisione negli appoggi, permettendo di affrontare con fiducia pietraie e sentieri ripidi, anche se un singolo feedback segnala una certa instabilità occasionale nell’avampiede. Il grip è affidato a una tassellatura efficace, capace di assicurare una trazione affidabile su un’ampia varietà di superfici montane. La protezione complessiva è rinforzata da un paracolpi funzionale, la cui morbidezza è però considerata un limite da alcuni tester sui terreni più aggressivi.

È un modello rivolto a runner di ogni corporatura che cercano una scarpa stabile, dinamica e molto protettiva per gli ultra-trail o le uscite di lunga durata in montagna. La HOKA Speedgoat 7 è una soluzione ideale per chi privilegia la protezione del corpo e la precisione degli appoggi senza rinunciare alla dinamica necessaria per correre bene sulle lunghe distanze.



SINTESI – KAILAS FUGA EX330

➜ La KAILAS FUGA EX330 è una scarpa tecnica della categoria Trail - Ultra che privilegia filtraggio del terreno e protezione per la resistenza prolungata in montagna.

Fin dal primo passo, il modello offre un comfort immediato, con una calzata fasciante e un effetto “pantofola” avvolgente. L’architettura interna ha un volume contenuto ed è pensata soprattutto per runner dai piedi magri, così da garantire una calzata precisa; su altre morfologie può però risultare eccessivamente compressiva. Il sistema di serraggio, che comprende un dispositivo Quicklace, stabilizza bene il piede, ma diversi tester hanno segnalato una pressione fastidiosa sul dorso e nella zona della caviglia quando si tende il sistema. Anche la linguetta, stretta e alta, contribuisce a questa sensazione di punto duro iniziale.

In movimento, grip e aderenza sono le caratteristiche più convincenti del modello. La suola esterna, dotata di tasselli spessi e pronunciati, assicura una trazione efficace su fondi cedevoli, fango e sentieri tecnici. Il grip trasmette una sensazione di sicurezza costante, soprattutto sui tratti ripidi. Anche la protezione è un punto forte: il paracolpi anteriore resiste bene agli urti e la tomaia in mesh strutturato sopporta l’abrasione, preservando il piede nel tempo. La suola spessa filtra efficacemente le asperità e protegge il corpo dagli impatti ripetuti ora dopo ora.

Il comportamento nei rilanci presenta però alcuni limiti legati alla densità della suola. La rigidità strutturale del blocco suola riduce dinamica e ritorno di energia sui tratti pianeggianti e scorrevoli. Quasi la metà dei tester descrive un’ammortizzazione sostenuta e una sensazione di peso relativamente elevata, che rendono la scarpa più adatta a un ritmo regolare che alla ricerca della velocità pura. Sul piano della stabilità, il rocker anteriore favorisce la fluidità della rullata, ma la piattaforma stretta può compromettere l’equilibrio laterale nelle pietraie, con un sostegno talvolta insufficiente sugli appoggi incerti.

Questo modello è rivolto a trail runner esperti, preferibilmente con piedi magri, che cercano una scarpa stabile e molto protettiva per gli ultra-trail. La KAILAS FUGA EX330 dà il meglio sui terreni tecnici e fangosi, dove robustezza e aderenza superiore consentono di avanzare in sicurezza per molte ore.



SINTESI – MERRELL MTL ADAPT MATRYX

© MERRELL

➜ La Merrell MTL Adapt Matryx è una scarpa della categoria Trail - Ultra, caratterizzata da un’intersuola sovradimensionata e da un’architettura orientata al massimo filtraggio delle asperità del terreno.

Una volta indossata, la MTL Adapt Matryx trasmette una marcata sensazione di rigidità: l’accoglienza è piuttosto spartana e la linguetta, molto sottile e priva di imbottitura, richiede una regolazione precisa durante l’allacciatura. I lacci rotondi impongono un serraggio accurato per mantenere il piede fermo.

In corsa, tenuta e stabilità sono il principale limite tecnico del modello. Lo spessore importante della suola, insieme a un rocker molto pronunciato, genera una notevole instabilità laterale sui terreni irregolari. Alcuni tester segnalano difficoltà nel stabilizzare la caviglia, soprattutto sui traversi, con una conseguente riduzione della precisione degli appoggi. Nei runner dai piedi magri il piede tende a scivolare all’interno della calzata; il puntale è giudicato troppo voluminoso da alcuni, mentre altri riferiscono, al contrario, uno spazio insufficiente per le dita.

Per dinamica e ammortizzazione, la Merrell MTL Adapt Matryx offre un comportamento insolito per la categoria. Nonostante l’aspetto massiccio, la schiuma dell’intersuola è molto densa e sostenuta: filtra bene il terreno, ma restituisce un’ammortizzazione secca. La rullata è comunque facilitata da rocker pronunciati sia davanti sia dietro, che accompagnano meccanicamente la falcata, mentre la rigidità della suola limita il naturale ritorno di energia. Il grip, eccellente, è assicurato da tasselli prominenti che garantiscono una trazione efficace sui fondi cedevoli. La protezione è rinforzata da un paracolpi solido e da una tomaia spessa, che difendono il piede dalle aggressioni esterne.

La Merrell MTL Adapt Matryx è destinata a runner di peso medio e alto che cercano una scarpa stabile per i percorsi scorrevoli. Per rigidità e instabilità sui terreni tecnici, si rivolge a chi privilegia il massimo filtraggio del suolo sulle distanze medio-lunghe, più che agli ultra-trail che richiedono flessibilità e un sostegno antifatica preciso.



SINTESI – NEW BALANCE HIERRO V9

© NEW BALANCE

➜ La New Balance Hierro V9 è una scarpa dedicata alla resistenza prolungata nella categoria Trail - Ultra, con un’ammortizzazione generosa e un filtraggio completo delle irregolarità del terreno.

Nel test statico, il modello si distingue per un comfort iniziale eccezionale: la tomaia combina un mesh morbido con un collarino posteriore alto e molto imbottito, che avvolge e stabilizza il piede. Il sistema di serraggio utilizza una linguetta spessa che evita i punti di compressione, anche se un terzo dei feedback segnala qualche difficoltà nella regolazione, a volte giudicata troppo elastica o scivolosa. Il volume interno è generoso, con un puntale spazioso adatto alla dilatazione del piede sulle lunghe distanze, nonostante l’aspetto imponente da ferma.

In movimento, tenuta e stabilità sono il principale punto di attenzione tecnico di questa nona versione. Emerge una marcata instabilità laterale, con il piede che tende a cedere verso l’esterno o l’interno durante gli appoggi dinamici. Il comportamento, accentuato dallo stack elevato, può ridurre la fiducia nelle discese tecniche o sui fondi molto irregolari. Il sostegno del tallone resta però efficace grazie a un contrafforte strutturato che stabilizza il retropiede, mentre la morbida schiuma è quasi unanimemente apprezzata per la capacità di assorbire gli impatti.

Sul piano della falcata, la Hierro V9 beneficia di rocker ben pronunciati davanti e dietro, che rendono fluida la rullata sui sentieri scorrevoli. La scarpa offre un buon rimbalzo, ma la dinamica è limitata da un peso percepito come elevato, che penalizza la reattività nei rilanci. Il grip è uno degli elementi più riusciti: i grossi tasselli garantiscono una trazione sicura anche nel fango e sui terreni cedevoli. La protezione è affidata a un paracolpi robusto ed esteso che difende l’avampiede dagli urti frontali, completando una suola capace di neutralizzare efficacemente le asperità. Alcuni tester segnalano comunque una ventilazione limitata del mesh negli sforzi prolungati.

Il modello è sviluppato per gli ultra-trail in cui protezione del corpo e comfort sulle lunghe distanze contano più della velocità pura. La New Balance Hierro V9 si rivolge soprattutto a runner di ogni corporatura che cercano il massimo filtraggio e un’ammortizzazione protettiva per muoversi a ritmo regolare su sentieri vari e poco tecnici.



SINTESI – ROSSIGNOL VERCORS

© ROSSIGNOL

➜ La Rossignol Vercors è una scarpa tecnica progettata per la performance sui percorsi lunghi in montagna, a metà strada tra trail tecnico e ultradistanza.

Durante la prova, la Vercors si caratterizza per una calzata piacevole ed ergonomica, che segue con precisione la forma del piede. Tomaia e linguetta sono sottili e favoriscono una sensazione di vicinanza alla scarpa, anche se alcuni utilizzatori segnalano una certa rigidità iniziale. Il sistema di allacciatura mantiene bene il piede, ma manca un alloggiamento per i lacci. L’architettura si distingue per un collarino posteriore molto alto e un’estensione che sostiene il tendine d’Achille, pensata per gli sforzi prolungati. La calzata è descritta per lo più come aderente, e può creare punti di pressione sull’arco plantare in base alla morfologia del piede.

In movimento, tenuta del piede e precisione dell’appoggio sono i punti forti della Vercors. La scarpa offre una stabilità rigorosa sui terreni accidentati e nelle pietraie, consentendo di affrontare i tratti tecnici con sicurezza. Sulla distanza molto lunga emerge però una riserva: con l’affaticamento muscolare, la piattaforma stretta può rendere l’appoggio meno rassicurante. La dinamica è ben presente, sostenuta da un’ammortizzazione sostenuta che assicura un buon ritorno di energia e una falcata leggera, distinguendosi dal consueto filtraggio della categoria Trail - Ultra.

Il grip, affidato a una mescola Michelin e a tasselli robusti, è giudicato efficace su un’ampia varietà di superfici montane. La protezione del piede è garantita dal paracolpi e dal mesh robusto, mentre il filtraggio del terreno presenta un limite per la resistenza prolungata. Circa un terzo dei tester segnala una protezione insufficiente nell’avampiede, con affaticamento dovuto all’eccessiva vicinanza al suolo sui percorsi oltre i 70 chilometri. Questa protezione ridotta davanti è direttamente legata alla ricerca di precisione e leggerezza del modello.

La Rossignol Vercors è pensata per runner tecnici e allenati, preferibilmente dai piedi magri, che cercano una scarpa stabile e reattiva per distanze medio-lunghe. Dà il meglio sui sentieri montani ripidi e sui terreni sassosi, dove precisione e dinamica prevalgono sulla necessità di un’ammortizzazione più generosa, indispensabile negli ultra-trail oltre i 100 chilometri.



SINTESI – X-BIONIC TERRASKIN X03

© X-BIONIC

➜ La X-Bionic Terraskin X03 si colloca nella categoria Trail - ULTRA come scarpa tecnica sviluppata specificamente per la resistenza prolungata, con un filtraggio superiore del terreno e una struttura altamente protettiva.

Durante la prova, la Terraskin X03 si distingue per il mesh morbido e la linguetta ultra stretch, che avvolgono il collo del piede senza creare attriti significativi. L’architettura del collarino è però un limite tecnico segnalato da più della metà dei tester: la parte posteriore risale eccessivamente sul tendine d’Achille, creando una certa rigidità nella rullata. La calzata ha un volume asimmetrico, con un mesopiede regolabile e aderente grazie all’allacciatura ma un puntale particolarmente spazioso. Questo volume favorisce il comfort sulle lunghe distanze, ma può dare una sensazione di piede poco fermo e di scarsa precisione ai runner dai piedi magri.

In corsa, il comportamento dinamico è dominato dalla rigidità del blocco suola, che privilegia stabilità e protezione nel tempo a scapito della flessibilità naturale. Il filtraggio delle irregolarità è eccellente e neutralizza efficacemente gli impatti sui sentieri tecnici. Per compensare la rigidità della schiuma, la scarpa integra un rocker marcato che accompagna meccanicamente la transizione in avanti e facilita la rullata. La dinamica intrinseca resta tuttavia moderata: il modello viene percepito come un blocco denso e poco reattivo nei rilanci energici.

La tenuta del piede in movimento è assicurata da un telaio stabile e da tasselli performanti, che garantiscono una trazione rigorosa su un’ampia varietà di superfici. La protezione complessiva è uno degli elementi distintivi del modello, grazie a un paracolpi massiccio e a una suola molto robusta, capace di incassare gli urti nelle pietraie. L’equilibrio della piattaforma richiede però attenzione: il tallone è molto rigido, mentre l’avampiede trasmette una maggiore sensazione di vicinanza al suolo, imponendo un periodo di adattamento all’appoggio nei formati ultra.

È un modello rivolto ai runner che cercano comfort sulle lunghe distanze e protezione massima nelle prove di resistenza prolungata in montagna. La X-Bionic Terraskin X03 si adatta soprattutto a chi ha piedi larghi e considera filtraggio del terreno e sostegno antifatica più importanti di leggerezza e flessibilità.