Trail Test Camp: le nostre sintesi dei test sulle scarpe da trail della categoria Race
Firmato da Finishers e MY TRAILS, il primo «Trail Test Camp» ha riunito dal 18 al 21 maggio a Le Lioran, nel Cantal, 20 runner, 10 uomini e 10 donne, di ogni livello, per un’esperienza inedita: testare, confrontare e giudicare in piena indipendenza le migliori scarpe da trail sul mercato. Alla base di questo progetto ambizioso, un’idea semplice ma radicale: riportare il terreno e le sensazioni al centro della valutazione dei prodotti. Dai feedback raccolti tra profili così diversi sono nate le sintesi di ogni modello, suddivise nelle categorie Gravel-All Round, Ultra, All Mountain e Race, per offrire uno sguardo inedito sui riferimenti del mercato. Quarto appuntamento, dedicato alla categoria Race.
► CATEGORIA: RACE
Scarpe progettate per correre forte su ogni tipo di terreno. Leggere e reattive, le Trail Race offrono un’ottima trazione e la massima efficienza per mantenere un ritmo elevato in gara. Sono pensate per chi vuole ottimizzare la propria prestazione, dai format brevi alle lunghe distanze, in base al livello e alla capacità di sostenere il ritmo.
SINTESI – ASICS FUJISPEED 4
➜ Decisamente orientata alla performance, la Asics Fujispeed 4 si distingue per la leggerezza e la grande reattività, ideali per sostenere ritmi elevati nei trail della categoria Race.
Indossata per la prima volta, la scarpa colpisce per la sensazione di leggerezza e per la calzata precisa, che avvolge il piede con decisione. Il comfort iniziale è garantito da un’imbottitura di qualità su collarino e tallone, in contrasto con il profilo minimalista della tomaia. Il sistema di allacciatura rappresenta però un limite tecnico segnalato da quasi il 60% dei tester: i lacci sono considerati troppo sottili e talvolta troppo corti, complicando la regolazione della tensione e potendo causare un fastidio da sfregamento nella parte alta della linguetta. Il volume interno, pur molto fasciato, lascia una libertà di movimento moderata all’avampiede, risultando più adatto a piedi stretti o medi.
In corsa, dinamismo ed efficienza meccanica sono il tratto distintivo del modello. L’inserimento di una piastra sintetica abbinata a un rocker anteriore pronunciato favorisce una transizione fluida e una spinta efficace, soprattutto sui tratti scorrevoli e in salita. Questa vivacità è accompagnata da un’intersuola sostenuta, che privilegia il ritorno di energia rispetto a una filtrazione abbondante. Tuttavia, la vicinanza al terreno e la rigidità della scarpa richiedono un appoggio preciso; circa un terzo dei feedback segnala una stabilità laterale migliorabile e la tendenza del tallone a perdere aderenza negli appoggi in traverso o sui sentieri molto accidentati.
L’analisi della trazione mostra un comportamento molto diverso a seconda delle condizioni meteo. Se i tasselli garantiscono una presa sicura sui sentieri sterrati asciutti, il rendimento della mescola viene messo in discussione dal 41% dei tester non appena il terreno si bagna. Le perdite di aderenza sono frequenti sulle placche rocciose bagnate e sulle radici, limitando la sicurezza sui percorsi tecnici sotto la pioggia. Sul fronte della protezione, la scarpa svolge il suo compito grazie a un puntale flessibile e a una tomaia robusta, ma l’insieme resta minimalista. Oltre i 40 chilometri, la scarsa filtrazione delle asperità può provocare un affaticamento precoce del piede a causa degli impatti ripetuti sulla roccia.
Questo modello è riservato a runner allenati e competitivi che puntano a ottimizzare il crono su distanze comprese tra 20 e 50 chilometri. La Asics Fujispeed 4 dà il meglio su sentieri collinari e percorsi poco tecnici, dove la leggerezza e la capacità di rilancio permettono di mantenere un ritmo elevato, a condizione di correre su superfici asciutte.
SINTESI – HOKA ZINAL 3
➜ Con la Zinal 3, HOKA conferma il proprio know-how con una scarpa orientata alla performance, senza dover ricorrere a una piastra in carbonio. Versatile, leggera e accessibile, la Zinal 3 ha conquistato i nostri tester.
Una volta indossata, la Zinal 3 offre una calzata precisa, con un sostegno avvolgente particolarmente adatto a chi ha il piede stretto. I tester sottolineano il comfort immediato, rafforzato da una tomaia morbida che segue l’anatomia del piede senza creare punti di pressione evidenti. Il sistema di allacciatura tradizionale svolge il suo compito in modo semplice ed efficace, anche se alcuni utenti hanno segnalato l’assenza di un alloggiamento per riporre i lacci. Inoltre, l’architettura ribassata della scarpa restituisce fin dai primi passi una sensazione di vicinanza al terreno.
Sul terreno, dinamismo e reattività sono i punti di forza del modello. L’intersuola offre un’ammortizzazione sostenuta, che favorisce rilanci brillanti e l’ottimizzazione del ritmo su profili diversi, senza l’aiuto di una piastra in carbonio. Questa agilità è accompagnata da una tenuta del piede e da una stabilità in movimento giudicate impeccabili, che permettono di affrontare i tratti tecnici con grande facilità e appoggi estremamente precisi. La scarpa favorisce una rullata naturale e fluida, mostrando il meglio nei cambi di direzione rapidi.
La trazione è uno dei principali punti di forza tecnico, grazie a tasselli profondi e aggressivi che assicurano una presa eccellente su terreni morbidi, erba e fango. L’aderenza generale è molto valida sui sentieri asciutti, ma mostra i suoi limiti sulle placche rocciose bagnate, dove il grip può diventare più incerto. La protezione segue un’impostazione minimalista: la filtrazione delle irregolarità è sufficiente per i format brevi, mentre il puntale leggero è considerato poco efficace contro gli urti frontali sui terreni molto accidentati. Infine, la costruzione della mesh solleva qualche dubbio sulla durata e sulla traspirabilità in caso di esposizione prolungata a temperature elevate.
Questo modello esclusivo è destinato a runner allenati e leggeri che cercano una scarpa agile e reattiva per distanze brevi e medie. La HOKA Zinal 3 è la scelta ideale per chi ha un appoggio efficace e privilegia rendimento e sensibilità del terreno sui sentieri tecnici o scorrevoli.
SINTESI – BROOKS CASCADIA ELITE
➜ La Brooks Cascadia Elite si impone nella categoria Trail Race come una scarpa performante, capace di unire ammortizzazione protettiva e rendimento dinamico.
Già da ferma, la scarpa si distingue per un comfort iniziale molto elevato. La costruzione integra una ghetta che funziona da barriera contro i detriti, offrendo al tempo stesso un avvolgimento uniforme e sicuro del piede. Il sistema di chiusura utilizza lacci testurizzati, che garantiscono un serraggio affidabile e preciso, completato da un elastico sulla linguetta per riporli. La calzata è precisa, mentre il volume del toe box è abbastanza generoso da accogliere anche i piedi larghi.
In corsa, dinamismo e qualità della rullata sono i punti forti della Cascadia Elite. L’inserimento di una piastra rigida genera un ritorno di energia efficace sui tratti scorrevoli e in salita, favorendo una spinta costante. Una minoranza di tester ridimensiona però questo dinamismo, giudicando l’ammortizzazione molto presente: sui format più brevi può ridurre la brillantezza percepita, a fronte di un comfort apprezzabile sulle distanze più lunghe. La suola spessa filtra alla perfezione le irregolarità del terreno e neutralizza nel tempo gli impatti sui tratti rocciosi.
L’altezza della suola limita però la stabilità laterale: quasi un terzo dei feedback segnala un’instabilità marcata nei cambi di direzione bruschi o sui terreni molto accidentati, con il piede che tende a ruotare verso l’esterno nonostante la larghezza della scarpa. Serve quindi particolare attenzione negli appoggi di tallone sui tratti tecnici.
Trazione e aderenza sono un punto di forza importante, confermato dalla maggioranza del team di test. La configurazione dei tasselli assicura una presa senza compromessi sui terreni morbidi, mentre la mescola offre sicurezza sulle superfici rocciose bagnate. La mesh, robusta e protettiva, garantisce una traspirabilità moderata con il caldo, anche a causa della ghetta integrata.
La Brooks Cascadia Elite è pensata per runner che cercano una scarpa dinamica e protettiva per distanze comprese tra 25 e 80 chilometri. Si rivolge soprattutto a chi privilegia filtrazione e rendimento su percorsi diversi, compresi i runner di corporatura media o pesante, accettando una maggiore esigenza di precisione dell’appoggio sui terreni montani più impervi.
SINTESI – KAILAS FUGA EX PRO
➜ La Kailas FUGA EX PRO si propone come una scarpa orientata alla performance tecnica in alta montagna, distinguendosi per robustezza e trazione sicura nella categoria Trail Race.
Già da ferma, la Kailas FUGA EX PRO offre un comfort iniziale di qualità, con una calzata uniforme che avvolge il piede con precisione. La mesh, giudicata robusta e adeguatamente ventilata, contribuisce alla sensazione di sostegno immediato. L’allacciatura non passa inosservata: la doppia regolazione permette di gestire separatamente il toe box e il collo del piede, ma nella pratica lascia perplessi alcuni tester, soprattutto per l’assenza di un alloggiamento per i lacci nella parte bassa.
In corsa, tenuta del piede e stabilità in movimento sono i punti forti del modello. La struttura della tomaia blocca efficacemente il piede, evitando movimenti indesiderati nei passaggi ripidi o sui traversi pronunciati. La stabilità è rafforzata da un equilibrio della suola che consente di mantenere un appoggio preciso sui terreni instabili. Sul piano del dinamismo, il comportamento è più sfumato: se la scarpa rilancia bene sui sentieri tecnici, il peso e l’ammortizzazione sostenuta ne limitano la reattività sui tratti pianeggianti e scorrevoli. Per alcuni tester manca la brillantezza attesa da un prodotto da gara, perché privilegia la sicurezza rispetto alla velocità.
Trazione e aderenza sono il principale punto di forza tecnico della Kailas FUGA EX PRO. La suola esterna, dotata di tasselli profondi, assicura una presa efficace su terreni morbidi, fango e pietraie. Il grip è affidabile sulla maggior parte delle superfici, anche se può andare occasionalmente in difficoltà sulle placche rocciose bagnate. La protezione è presente ovunque: il puntale si dimostra estremamente robusto contro gli urti, mentre lo spessore della suola filtra efficacemente le irregolarità e protegge il piede nel tempo.
Questo modello è destinato a runner esperti e competitivi che corrono in ambiente montano. La Kailas FUGA EX PRO è una scelta valida per format come le Skyrace o per trail tecnici di media distanza, dove trazione, stabilità e protezione dagli elementi contano più della leggerezza assoluta.
SINTESI – KIPRUN KISUMMIT RACE
➜ La Kiprun Kipsummit Race è una scarpa orientata alla performance, con piastra in carbonio per ottimizzare il rendimento energetico su un’ampia varietà di sentieri.
Indossata per la prima volta, offre un comfort molto elevato grazie all’ammortizzazione morbida e alla mesh di qualità. La tomaia, caratterizzata da una ghetta integrata, avvolge con precisione la caviglia e protegge efficacemente dall’ingresso dei detriti. Questa costruzione rende però più complessa l’infilata per alcuni utenti, perché il calzino monoblocco è poco cedevole all’ingresso. L’allacciatura tradizionale assicura un buon sostegno, supportata da un efficace alloggiamento per i lacci e da lacci dalla superficie aderente. Una tendenza evidente indica tuttavia che il modello veste grande: può essere necessario scendere di mezza taglia per ottenere una calzata precisa. Da provare in negozio!
Sul terreno, dinamismo e spinta sono il tratto distintivo del prodotto. La sinergia tra schiuma morbida e piastra in carbonio garantisce un ritorno di energia e una rullata brillante, accompagnata meccanicamente da un rocker pronunciato. L’ammortizzazione è generosa per la categoria Race e filtra efficacemente le irregolarità senza cancellare del tutto le sensazioni del terreno. Anche la trazione è all’altezza: la suola esterna e i suoi tasselli pronunciati assicurano una presa efficace sui terreni morbidi e un’aderenza sicura sulle superfici rocciose, anche in condizioni umide.
L’altezza importante della suola comporta però una certa instabilità laterale. Ne derivano un sostegno limitato al tallone e la tendenza della caviglia a cedere negli appoggi in traverso o sui tratti molto accidentati, dove la morbidezza della schiuma può compromettere la precisione del controllo. Sul fronte della protezione, il puntale offre una barriera funzionale contro gli urti, anche se la tomaia sottile limita la protezione laterale dagli impatti più severi. La traspirabilità della mesh è invece sufficiente a mantenere un buon comfort termico durante lo sforzo.
Questo modello è destinato a runner leggeri o di corporatura media che cercano una scarpa agile e propulsiva per format brevi e medi. La Kiprun Kipsummit Race dà il meglio su sentieri diversi e percorsi scorrevoli, offrendo ai competitivi che puntano a ottimizzare il ritmo un compromesso efficace tra ammortizzazione morbida e rendimento meccanico.
SINTESI – MIZUNO NEO ACCERA
➜ La Mizuno Neo Accera entra nella categoria Trail Race come una scarpa maximalista sviluppata per l’endurance prolungato, con un’ammortizzazione generosa e una filtrazione completa delle irregolarità del terreno.
Indossato il modello, il comfort iniziale è eccezionale. La tomaia integra una linguetta sottile in stile neoprene che avvolge uniformemente il collo del piede senza creare punti di pressione. Il sistema di chiusura utilizza lacci dentellati, che mantengono efficacemente il nodo e garantiscono una tensione costante durante lo sforzo. La calzata offre un volume interno generoso e un toe box spazioso, lasciando grande libertà di movimento e risultando adatta ai piedi larghi o a chi cerca il massimo spazio sull’avampiede. Occorre però prestare attenzione alla taglia, perché il modello tende in modo evidente a vestire grande.
In movimento, la Neo Accera punta sulla fluidità della rullata, soprattutto sui tratti scorrevoli e sui sentieri stabilizzati, dove permette di mantenere un ritmo sostenuto. L’ammortizzazione è molto morbida, ma l’insieme conserva abbastanza dinamismo per i rilanci, sostenuto da un rocker che accompagna la transizione del piede in avanti. Questa architettura privilegia il comfort di corsa e riduce l’affaticamento articolare sulle distanze medie e lunghe.
L’analisi del blocco suola conferma la qualità della trazione, affidata a una mescola Vibram efficace su superfici asciutte, sterrati e sottobosco. I tasselli, larghi e strutturati, assicurano una presa valida e un’aderenza sicura. Sul fronte della protezione, lo spessore della suola filtra completamente le irregolarità e isola efficacemente il piede dagli impatti sulla roccia. Tuttavia, l’altezza, abbinata alla morbidezza della mesh, comporta un’instabilità laterale segnalata da più della metà dei tester, soprattutto sui traversi o nei cambi di appoggio bruschi in terreno tecnico. Il puntale protegge dagli urti diretti, anche se la sua costruzione resta leggera per gli ambienti d’alta montagna più aggressivi.
Questo modello è destinato a runner di corporatura media o pesante che cercano una scarpa da gara capace di unire comfort elevato e filtrazione sulle distanze medie e lunghe. La Mizuno Neo Accera rende al meglio su percorsi diversi, sentieri forestali o terreni stabilizzati poco tecnici, dove la capacità di rilancio e la calzata morbida aiutano a mantenere una prestazione costante nelle condizioni ideali.
SINTESI – NIKE ACG ULTRAFLY TRAIL
➜ La Nike ACG Ultrafly Trail entra nella categoria Trail Race come un modello che privilegia il rendimento sui percorsi scorrevoli e poco accidentati.
Indossata per la prima volta, la scarpa si distingue per un comfort iniziale molto elevato, definito «da pantofola» dalla maggioranza dei tester. La tomaia utilizza una mesh strutturata, morbida e piacevole al tatto, completata da collarino e linguetta generosamente imbottiti che rendono sicuro l’ingresso del piede. Il toe box è piuttosto ampio e adatto a piedi medi o forti; chi ha il piede stretto potrebbe avvertire un certo movimento. L’allacciatura tradizionale è descritta come efficace e uniforme, garantendo una regolazione affidabile senza punti di pressione marcati sul collo del piede.
In corsa, il comportamento è dominato da un’ammortizzazione abbondante e molto morbida. Lo spessore della suola filtra completamente le irregolarità del terreno, anche se alcuni runner che cercano maggiore fermezza in gara giudicano eccessiva la morbidezza della schiuma. Il dinamismo nasce dalla sinergia tra la piastra in carbonio e un rocker pronunciato, che favorisce la transizione meccanica in avanti. Il sistema permette di mantenere ritmi elevati sui tratti pianeggianti, ma mostra i suoi limiti quando il terreno diventa ripido o sconnesso. Quasi la metà dei tester riferisce una sensazione di peso relativo e poco rimbalzo: l’ammortizzazione tende ad assorbire l’impatto più che a restituire energia in modo brillante.
Tenuta del piede e stabilità mostrano limiti strutturali evidenti quando aumenta la tecnicità. L’altezza della suola, abbinata al profilo stretto del tallone, provoca un’instabilità laterale significativa: il piede tende a torcersi sulle superfici irregolari o nei cambi di direzione bruschi. La trazione è affidata a una mescola Vibram efficace su terreno asciutto e roccioso, ma la scarsa profondità dei tasselli limita l’aderenza nel fango e sui terreni morbidi. La protezione fisica è rafforzata da un robusto contrafforte del tallone, mentre il puntale è considerato troppo leggero per proteggere efficacemente dagli urti diretti nelle zone rocciose.
La Ultrafly Trail è destinata a runner di corporatura media che cercano una scarpa stabile e confortevole per format brevi e medi su sentieri poco impegnativi. Si rivolge soprattutto a chi privilegia la fluidità della rullata e la protezione articolare su percorsi dal gravel alla media montagna, dove la tecnicità resta moderata.
SINTESI – NORDA 005
➜ La Norda 005 entra nella categoria Trail Race come una scarpa performante che unisce leggerezza e protezione per le gare su terreni diversi.
Indossata per la prima volta, si distingue per un comfort iniziale elevato, confermato da oltre il 60% dei tester, che descrivono una sensazione immediata da pantofola. La costruzione offre un volume generoso, soprattutto sull’avampiede, favorendo i piedi larghi ed evitando compressioni laterali. Questa larghezza può però ridurre la precisione per chi ha il piede stretto. L’allacciatura svolge il suo compito in modo uniforme e regola bene la tomaia, anche se la ruvidità dei lacci può generare punti di pressione localizzati sul collo del piede. L’infilata è talvolta complessa per l’ergonomia e l’altezza del collarino.
In movimento, tenuta del piede e stabilità consentono cambi di direzione rapidi e una buona agilità sui sentieri tecnici. La suola trasmette sicurezza, soprattutto negli appoggi di mesopiede, offrendo un contatto preciso con il terreno nonostante lo strato di schiuma protettiva. Il dinamismo restituisce un quadro più sfumato: la maggioranza apprezza una rullata fluida e agile, mentre alcuni tester giudicano meno brillanti i rilanci sui tratti molto scorrevoli. L’ammortizzazione sostenuta favorisce un’ottima lettura del terreno e neutralizza efficacemente gli impatti in discesa.
La trazione della suola Vibram è efficace sui terreni asciutti e rocciosi, dove i tasselli garantiscono una presa sicura. Sulle superfici umide emerge però un limite tecnico importante: un terzo dei feedback segnala una perdita critica di aderenza sul legno bagnato e sulle placche rocciose, rendendo l’appoggio precario con il maltempo. La protezione è uno dei punti forti del modello, grazie a un puntale robusto e a una mesh resistente che salvaguardano il piede dagli ostacoli. Anche la traspirabilità della tomaia è promossa, con una gestione termica equilibrata durante lo sforzo.
Il modello si distingue per leggerezza e versatilità sulle distanze, dai format brevi a quelli lunghi. È particolarmente adatto ai competitivi con piedi larghi che cercano una scarpa stabile e di qualità per terreni diversi. La Norda 005 dà il meglio sui terreni tecnici asciutti, dove agilità e ammortizzazione equilibrata aiutano a ottimizzare il ritmo di corsa.
SINTESI – ROSSIGNOL VEZOR
➜ La Rossignol Vezor si inserisce nella categoria Trail Race come una scarpa robusta e protettiva, che privilegia stabilità e precisione sui terreni montani tecnici.
Una volta indossata, la Vezor si caratterizza per una calzata molto stretta e fasciata, pensata soprattutto per i piedi fini e per garantire precisione immediata nell’appoggio. I tester sottolineano il comfort iniziale di qualità, grazie a una morbida schiuma interna e a un effetto avvolgente da pantofola che facilita l’infilata. La linguetta, ben integrata e flessibile, contribuisce all’uniformità del sostegno senza creare punti di pressione sul collo del piede. Un elemento distintivo, notato da quasi metà dei tester, è il prolungamento posteriore del collarino, che segue l’anatomia del tendine d’Achille e aumenta la sensazione di sicurezza appena si tendono i lacci. L’allacciatura svolge il suo compito, anche se alcuni feedback isolati segnalano lacci troppo sottili o scivolosi.
In movimento, stabilità e precisione dell’appoggio sono i tratti distintivi della Rossignol Vezor. La struttura della scarpa rende sicuri gli appoggi sui tratti accidentati, permettendo di spingere in discesa e nei passaggi tecnici. A questo si aggiunge un sistema protettivo estremamente robusto: puntale e contrafforte rigido creano una barriera efficace contro gli urti sulla roccia. La suola filtra il terreno in modo equilibrato, lasciando una lettura precisa del fondo e neutralizzando al tempo stesso le asperità.
Sul rendimento, il comportamento del modello risente del suo posizionamento tecnico nella categoria. Circa il 41% dei tester riferisce un dinamismo moderato e un peso strutturale superiore agli standard abituali della pura competizione, rendendo la scarpa più efficace sui ritmi regolari che nei rilanci esplosivi. La trazione è un punto di forza consolidato su terreni asciutti, terra e pietre, grazie a una mescola Michelin performante.
Questo modello è destinato a runner allenati con piedi fini o medi che cercano una scarpa stabile, protettiva e resistente per le gare in montagna. La Rossignol Vezor dà il meglio sulle distanze medie e lunghe, dove precisione e robustezza strutturale contano più della leggerezza assoluta.