Trail Test Camp by Finishers: svelati gli Awards 2026
Dal 18 al 21 maggio, 20 tester selezionati hanno passato al setaccio le migliori scarpe da trail sul mercato, in occasione della prima edizione del Trail Test Camp, ospitata a Le Lioran, nel Cantal. E gli Awards, che raccontano le preferenze dei tester, sono… rullo di tamburi! 🥁
«Trail Test Camp»: il test trail ripensato
Ideato da Finishers, il «Trail Test Camp» è un evento inedito che punta a diventare la più grande valutazione partecipativa di scarpe da trail mai organizzata in Francia. A metà tra esperienza, terreno e digitale, l'evento ha permesso a 20 runner tester di ogni livello, 10 uomini e 10 donne, senza alcun contratto con i brand, di vivere un'avventura fuori dal comune.
Il punto di forza del Trail Test Camp è il suo protocollo. I tester hanno affrontato sessioni di circa 40 minuti su diversi modelli, suddivisi in quattro categorie chiave: Gravel-All Round, Ultra, All Mountain e Race. La particolarità? Alcuni test si sono svolti nella completa oscurità, per eliminare ogni influenza visiva e concentrarsi esclusivamente sul comfort percepito. Dopo aver raccolto i feedback dei 20 tester, con profili diversi, i risultati sono stati sintetizzati negli Awards.
► AWARDS DI CATEGORIA: GRAVEL
NNORMAL CADÍ
La NNormal Cadí si distingue nella categoria Gravel come una scarpa da avventura dal carattere deciso, capace di unire una stabilità di primo livello a un'impostazione minimalista, perfetta sui percorsi misti.
Indossata, trasmette leggerezza e una calzata subito definita uniforme. Il toe box generoso lascia muovere l'avampiede in modo naturale. Il sistema di allacciatura tradizionale garantisce una tenuta precisa, anche se alcuni tester hanno segnalato l'assenza di un alloggiamento per i lacci, piuttosto lunghi e talvolta fastidiosi.
In movimento, i test sul terreno confermano una stabilità e una tenuta del piede eccellenti. La scarpa avvolge il piede con efficacia, offrendo un appoggio affidabile e traiettorie precise. La suola è uno dei suoi punti di forza: i tester ne hanno apprezzato soprattutto la stabilità, rassicurante anche sui tratti più tecnici.
La risposta è equilibrata. Diversi tester l'hanno definita reattiva, con una rullata efficace. La filtrazione sotto il piede, però, è piuttosto rigida. La piattaforma restituisce energia in modo diretto, ma l'ammortizzazione risulta secca, con poco rimbalzo e poca flessibilità sull'asfalto. Confermata così la sua vocazione da scarpa da avventura, vicina al terreno.
Fuori strada, grip e trazione della suola esterna si dimostrano molto efficaci. I tasselli garantiscono una buona spinta sui sentieri sterrati, mantenendo regolare la rullata. La protezione dagli urti frontali è affidata a un para-sassi morbido, efficace contro gli ostacoli più comuni, anche se leggero sui terreni rocciosi più aggressivi.
La NNormal Cadí è una scarpa da gravel precisa, leggera e stabile, pensata per chi cerca una tenuta rigorosa e una trazione efficace. I suoi punti forti sono stabilità, sostegno e dinamismo; i limiti riguardano la rigidità dell'intersuola e una protezione solo moderata sugli ostacoli più impegnativi. È indicata per uscite regolari su percorsi misti, compresi i sentieri di montagna più esigenti.
MOUNT TO COAST H1
La Mount to Coast H1 è una soluzione tecnica della categoria Gravel, con un'impostazione vicina al terreno che combina leggerezza e flessibilità.
Indossata, restituisce una sensazione generale di leggerezza e un comfort immediato e uniforme. La calzata è precisa e avvolgente, con una tomaia in mesh di ottima qualità che favorisce la traspirabilità. L'elemento più caratteristico è il sistema di allacciatura a doppio serraggio, con regolazioni separate per avampiede e collo del piede.
I test sul terreno confermano l'efficacia notevole del sistema di chiusura. L'allacciatura è stata giudicata eccezionale: mantiene il piede fermo in modo uniforme e blocca bene il tallone. Ne deriva una stabilità di alto livello, particolarmente rassicurante sui fondi misti.
La risposta è equilibrata e reattiva. Fluida e dinamica, la scarpa si adatta tanto ai ritmi facili quanto alle sedute più brillanti. Il profilo della suola, a tratti definito minimalista, favorisce una corsa vicina al terreno. L'ammortizzazione è morbida, anche se alcuni tester hanno riscontrato una filtrazione limitata, soprattutto sotto l'avampiede.
Fuori dall'asfalto, la suola con tasselli piccoli offre un buon grip, soprattutto in salita sui sentieri sterrati. Su alcune superfici, però, può risultare più scivolosa e meno aderente. Anche la protezione periferica mostra i suoi limiti: il para-sassi non è sufficiente sui terreni più tecnici.
La Mount to Coast H1 è pensata per runner di ogni corporatura alla ricerca di una scarpa versatile per uscite ibride di tipo «road-to-trail», fino all'ultramaratona su terreni corribili. Si muove con disinvoltura dall'urban trail ai sentieri poco tecnici, dove comfort, leggerezza e precisione dell'allacciatura aiutano a mantenere un ritmo regolare.
► AWARDS DI CATEGORIA: ULTRA
ON CLOUDULTRA PRO
La On Cloud Ultra Pro è un modello ibrido della categoria Trail Ultra, orientato alla prestazione e alla fluidità della rullata sui sentieri corribili e poco accidentati.
Da ferma, offre un comfort elevato grazie a una linguetta sottile che segue bene l'anatomia del piede senza creare punti di pressione. Il sistema di allacciatura è una delle sue caratteristiche tecniche: i lacci dentellati mantengono costante la tensione iniziale, evitando che si allentino durante lo sforzo.
La tomaia in mesh strutturato e molto traspirante favorisce una buona termoregolazione. Alcuni tester hanno però segnalato sensazioni diverse nella zona del malleolo o dell'arco plantare, dove può farsi sentire una lieve sporgenza. Il volume interno, non eccessivamente aderente, permette comunque un buon bloccaggio dopo il serraggio.
Sul terreno, dinamismo e leggerezza sono i suoi punti forti. La schiuma restituisce energia, mentre il rocker favorisce la propulsione in avanti, rendendo la scarpa molto efficace sui tratti veloci e corribili. In compenso, alcuni tester hanno evidenziato una marcata instabilità: il piede tende a cedere verso l'esterno, soprattutto sui terreni irregolari e per i runner più pesanti, limitandone l'uso sui percorsi tecnici.
Sul fronte della protezione, il bilancio è contrastante per l'ultradistanza. Il para-sassi è giudicato solido da alcuni utilizzatori, ma l'intersuola filtra il terreno solo moderatamente. La sensazione di correre vicini al suolo migliora la precisione degli appoggi, ma può affaticare il piede dopo molte ore. Il grip funziona sui sentieri asciutti e compatti, mentre perde prevedibilità su superfici bagnate o mobili. La robustezza complessiva del mesh è comunque adatta a un uso regolare.
Il modello è rivolto a runner di peso leggero o medio che cercano una scarpa dinamica e traspirante, dalle distanze brevi all'ultra. La On Cloud Ultra Pro rende al meglio sui percorsi forestali e montani corribili, dove rilancio e comfort iniziale contano più della stabilità e della protezione massime richieste dagli ultra in alta montagna.
KIPRUN KIPSUMMIT MAX
La Kiprun Kipsummit Max è dedicata alla resistenza prolungata nella categoria Trail Ultra, con ammortizzazione generosa e una struttura protettiva pensata per le lunghe distanze.
Il comfort è immediato: la maggior parte dei tester ha parlato di un effetto «pantofola». Le abbondanti imbottiture del collarino e la linguetta molto spessa avvolgono il piede con morbidezza. Il toe box molto ampio offre grande libertà di movimento, anche se da ferma può dare una sensazione ingombrante, quasi da «transatlantico». L'allacciatura svolge il suo compito, nonostante alcuni tester abbiano trovato la linguetta troppo corta.
In movimento, tenuta e stabilità sono gli aspetti da osservare con più attenzione. Circa un terzo dei feedback segnala instabilità e un sostegno non abbastanza rigoroso, soprattutto al tallone e al mesopiede. La struttura morbida può dare una sensazione di galleggiamento nei rimbalzi o sugli appoggi incerti. In discesa, però, lo spessore della schiuma assicura una stabilità rassicurante negli appoggi di tallone.
La rullata e il dinamismo sono tra i punti forti per una parte dei tester. Il rocker pronunciato facilita la transizione in avanti e sostiene il rilancio, mantenendo fluida la corsa nel corso delle ore. L'ammortizzazione molto morbida filtra bene il terreno grazie allo stack elevato e protegge dagli impatti ripetuti.
Grip e protezione confermano la vocazione all-terrain. La suola garantisce una trazione corretta sui diversi fondi grazie a tasselli tradizionali. La protezione è un altro punto forte: il para-sassi frontale, ampio e rigido, protegge bene l'avampiede. Il mesh strutturato e traspirante completa una costruzione robusta, pensata per preservare il piede nel tempo.
La Kiprun Kipsummit Max è adatta a runner di ogni corporatura, dai più leggeri ai più pesanti, che cercano comfort sulle lunghe distanze e massima filtrazione. È particolarmente indicata per gli ultra-trail e le uscite molto lunghe su sentieri vari, dove protezione e gestione della fatica contano più della precisione degli appoggi.
► AWARDS DI CATEGORIA: ALL MOUNTAIN
SCOTT KINABALU TRAIL
La Scott Kinabalu Trail è una piattaforma leggera e dinamica della categoria All Mountain, pensata per privilegiare agilità e restituzione di energia su un'ampia varietà di sentieri.
La linguetta sottile e flessibile segue bene il collo del piede e offre subito una sensazione confortevole. Il toe box è ampio e lascia spazio all'avampiede, mantenendo comunque una calzata precisa. I lacci, però, sono giudicati troppo sottili e scivolosi da quasi metà dei tester, rendendo più difficile ottenere un serraggio stabile. Alcuni hanno inoltre segnalato fastidio dovuto all'altezza del collarino.
Leggerezza e dinamismo sono le sue caratteristiche principali. L'ammortizzazione, pur essendo sostenuta, restituisce energia e rende la scarpa vivace nelle ripartenze in piano e in salita. I tasselli marcati assicurano una trazione efficace su molti fondi, compresi terreni morbidi e bagnati, aumentando la fiducia negli appoggi.
Tenuta e stabilità sono soddisfacenti sulla maggior parte dei terreni grazie alla piattaforma vicina al suolo. Sui sentieri più ripidi o inclinati, però, la morbidezza della schiuma e la tomaia sottile possono far muovere leggermente il piede. La protezione è il limite più evidente: molti tester lamentano pochi rinforzi laterali e un para-sassi troppo minimalista, che espone maggiormente il piede sui terreni rocciosi tecnici.
La Scott Kinabalu Trail è indicata per runner di peso leggero o medio e per gare dai 10 ai 50 km. Dinamica e capace di restituire bene il terreno, è uno strumento efficace per chi vuole correre forte su sentieri diversi, accettando una protezione limitata sui percorsi di alta montagna più accidentati.
BROOKS CASCADIA 20
La Brooks Cascadia 20 è una piattaforma versatile della categoria Trail/All Mountain, pensata per bilanciare protezione e comfort su percorsi diversi.
Il collarino e il tallone generosamente imbottiti offrono un comfort morbido e immediato. Il sistema di allacciatura, con lacci piatti inseriti in un elastico sulla linguetta, garantisce una buona tenuta iniziale. La calzata è però piuttosto aderente e il toe box può risultare stretto, penalizzando i piedi più larghi.
La tenuta del piede e la stabilità meritano attenzione. Sui sentieri corribili il sostegno è corretto, ma oltre metà dei feedback segnala instabilità quando il terreno diventa tecnico o inclinato. La caviglia può offrire poco supporto sugli appoggi incerti. La suola, invece, trova un buon compromesso tra comfort e dinamismo, con una rullata fluida e un rocker anteriore che facilita la transizione.
Grip e aderenza sono tra i punti forti della Cascadia 20. I tasselli e la tecnologia Vibram assicurano una trazione efficace su fondi diversi, compresi pietraie e terreni morbidi. Il para-sassi protegge bene l'avampiede e lo spessore della suola filtra le irregolarità e gli impatti rocciosi. Il mesh, talvolta giudicato spesso e poco traspirante con il caldo, contribuisce alla robustezza della tomaia.
È una soluzione versatile per runner di ogni livello, su distanze dai 20 ai 60 km. L'ammortizzazione protettiva e l'aderenza tecnica la rendono adatta alla media montagna e ai terreni vari, per chi privilegia comfort e filtrazione nel tempo, accettando qualche limite di stabilità sui tratti più tecnici.
► AWARDS DI CATEGORIA: RACE
ASICS FUJISPEED 4
Pensata senza compromessi per la prestazione, la Asics Fujispeed 4 punta su leggerezza e grande reattività per sostenere ritmi elevati nella categoria Trail Race.
La calzata è precisa e avvolgente, con un buon comfort al collarino e al tallone nonostante la tomaia minimalista. Il sistema di allacciatura è però un limite per quasi il 60% dei tester: i lacci sono troppo sottili e talvolta corti, complicando la regolazione e causando fastidio sulla linguetta. Il volume interno è contenuto e adatto soprattutto a piedi stretti o medi.
In gara, dinamismo e rendimento meccanico sono i suoi punti forti. La piastra sintetica e il rocker anteriore pronunciato favoriscono una transizione fluida e una propulsione efficace, soprattutto sui tratti corribili e in salita. L'ammortizzazione sostenuta privilegia la restituzione di energia, ma richiede appoggi precisi. Circa un terzo dei feedback segnala una stabilità laterale migliorabile e la tendenza del tallone a uscire sugli appoggi inclinati o sui terreni molto sconnessi.
La trazione cambia in base alle condizioni. I tasselli funzionano bene sui sentieri sterrati asciutti, ma il 41% dei tester mette in dubbio l'efficacia della gomma sul bagnato. Su placche rocciose umide e radici le perdite di aderenza sono frequenti. La protezione, affidata a un para-sassi morbido e a un mesh robusto, resta minimalista; oltre i 40 km, la scarsa filtrazione può affaticare il piede sui terreni rocciosi.
È una scarpa per runner allenati e competitivi che puntano al cronometro su distanze tra 20 e 50 km. La Asics Fujispeed 4 dà il meglio su sentieri ondulati e poco tecnici, dove leggerezza e capacità di rilancio consentono di mantenere un ritmo alto, soprattutto su superfici asciutte.
HOKA ZINAL 3
Con la Hoka Zinal 3, Hoka propone una scarpa orientata alla prestazione senza ricorrere a una piastra in carbonio. Versatile, leggera e accessibile, ha conquistato i tester.
La calzata è precisa, aderente e avvolgente, particolarmente adatta ai runner dai piedi stretti. La tomaia flessibile segue bene il piede senza creare punti di pressione e l'allacciatura tradizionale è semplice ed efficace, anche se alcuni hanno notato l'assenza di un alloggiamento per i lacci. La struttura bassa trasmette fin da subito una sensazione di vicinanza al terreno.
Sul terreno, dinamismo e reattività sono i suoi punti forti. L'intersuola offre un'ammortizzazione sostenuta, pensata per rilanci rapidi e ritmi elevati su profili diversi, senza l'aiuto di una piastra in carbonio. Tenuta e stabilità sono giudicate eccellenti, permettendo di affrontare i tratti tecnici con appoggi precisi e cambi di direzione rapidi.
I tasselli profondi e aggressivi assicurano una trazione eccellente su fondi morbidi, erba e fango. Il grip resta efficace sui sentieri asciutti, ma può diventare meno sicuro sulle placche rocciose bagnate. La protezione è minimalista: la filtrazione è sufficiente sulle distanze brevi, mentre il para-sassi leggero protegge poco dagli urti frontali sui terreni molto accidentati. Restano inoltre alcuni dubbi sulla durata e sulla traspirabilità del mesh con il caldo prolungato.
La Hoka Zinal 3 è pensata per runner allenati e leggeri che cercano una scarpa agile e reattiva per distanze brevi e medie. Dà il meglio con una buona tecnica di appoggio, su sentieri tecnici o corribili, quando rendimento e sensibilità del terreno vengono prima di tutto.