Diagonale des Fous 2026, analisi del leggendario percorso alla Réunion
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Diagonale des Fous 2026, analisi del leggendario percorso alla Réunion

LR
Da La rédaction

Pubblicato il mer 7 ottobre 2026

Prova regina del Grand Raid de La Réunion, la Diagonale des Fous resta una delle ultra trail più dure, selvagge e affascinanti del pianeta. Per l’edizione 2026, gli organizzatori propongono ancora una volta un tracciato dantesco di quasi 181 chilometri, da sud a nord dell’isola, dalle spiagge dell’Oceano Indiano fino al mitico Stade de La Redoute. Salite interminabili, discese devastanti tra le rocce vulcaniche, traversi sospesi e un’umidità soffocante: ecco il percorso, sezione dopo sezione.

1. La partenza da sud: dal fervore di Saint-Pierre agli alpeggi d’alta quota (km 0 ➔ km 55,6)

Tutto comincia sul lungomare di Saint-Pierre (Ravine Blanche / Place Salahin). In un’atmosfera elettrica, alimentata dal pubblico della Réunion, il gruppo si lancia sul boulevard Hubert De Lisle fino al quartiere di Terre Sainte. Questo avvio pianeggiante e scorrevole permette di allungare il serpentone di frontali prima di affrontare le prime rampe.

Dal chemin de la croix Jubilé, lo scenario cambia: i trailer imboccano le strade sterrate tra i campi di canna da zucchero. La salita prosegue fino al Domaine Vidot (km 14 - 649 m), primo grande punto di controllo e assistenza medica. Da qui il percorso si addentra sugli Hauts lungo il sentier des Foulées de la Fraise, poi attraversa gole e foreste fino a Notre-Dame de la Paix (km 33,4 - 1686 m).

Dopo il ripido attraversamento degli alpeggi di Grande Ferme e il giro attorno al Piton Sec lungo i sentieri del Volcan, il tracciato raggiunge l’area del Nez de Bœuf e scende poi verso il Chalet des Pâtres. I corridori attraversano quindi la RN3 per raggiungere il primo grande punto strategico della notte: Mare à Boue (km 55,6 - 1604 m).


2. Il tetto dell’isola e il regno verde di Salazie (km 55,6 ➔ km 80,6)

Da Mare à Boue comincia la parte dura. Il GRR2 conduce i corpi già provati in una lunga salita, spesso fangosa, attraverso la foresta di legni endemici degli Hauts fino al Coteau Kerveguen (km 65,1 - 2187 m). Il tracciato punta quindi al punto più alto della gara: la Croisée Coteau Kerveguen / Caverne Dufour (km 67,6), sfiorando quota 2500 metri ai piedi del Piton des Neiges.

Poi arriva il temibile cambio di pendenza:

  • Cap Anglais (km 70,5): una discesa tecnica, insidiosa e scivolosa, dove la concentrazione deve restare massima.

  • Gîte de Bélouve (km 76,4 - 1502 m): si apre una spettacolare vista sui bastioni verdeggianti del Cirque de Salazie.

  • Hell-Bourg (km 80,6 - 995 m): primo Base Vie del percorso. I corridori ritrovano il primo sacco di assistenza, un pasto caldo e le indispensabili cure mediche prima di addentrarsi nel cuore selvaggio dell’isola.


3. L’inferno e la magia del Cirque de Mafate (km 80,6 ➔ km 123,9)

Lasciando Salazie attraverso la passerella di Bras Marron e l’îlet de la Mare d’Affouches, il percorso raggiunge la Plaine des Merles (km 93,8). È la porta d’ingresso al mitico Cirque de Mafate, accessibile soltanto a piedi o dall’aria.

L’ingresso a Mafate avviene lungo il maestoso Sentier Scout (km 96). I corridori si lanciano sul GRR3, attraversano il Bras Bémale e costeggiano la spettacolare cresta delle «Deux Fesses», oggi protetta da un parapetto. Il tracciato inanella quindi una successione di montagne russe di rara durezza:

  1. Îlet à Bourse (km 104,4), passando dalla passerella del Bras d’Oussy.

  2. Grand Place les Bas (km 107,8) e la ripida salita verso Grand Place les Hauts.

  3. Roche Ancrée (km 111,3), con il guado della Rivière des Galets e la faticosa risalita a tornanti verso Roche Plate.

  4. Roche Plate / Plateau Cerf (km 118,9).

Per uscire da questa trappola vegetale bisogna affrontare il mostro del percorso: il passaggio da La Brèche seguito dal muro di Ti Col / Maïdo (km 122,4). Una salita verticale sul fianco della falesia, dai 1200 metri a oltre 2000 metri di quota.


4. Le discese e la marcia verso la costa (km 123,9 ➔ km 155,1)

Dal Maïdo (km 123,9), una discesa interminabile tra i boschi di essenze endemiche porta i trailer fuori dalla montagna, fino al quartiere di Sans Souci e poi all’Îlet Savannah (km 140,5, seconda Base Vie).

Ripresisi dalle emozioni di Mafate, i trailer affrontano l’altopiano di Halte-Là e il Chemin Ratinaud (km 147,9). Qui si trova il Sentier de la Kalla, celebre per le rocce scivolose e il profilo soffocante, prima di sbucare nell’area urbana di La Possession (Place Festival, km 155,1).


5. Gli ultimi colpi verso La Redoute (km 155,1 ➔ km 180,8)

Anche a meno di 30 chilometri dal traguardo, il Grand Raid non fa sconti:

  • Le Chemin des Anglais (Chemin Crémont) (km 155,1 ➔ km 164,5): questo storico sentiero, lastricato di grosse pietre vulcaniche logoranti e roventi, domina il mare fino alla Grande Chaloupe.

  • Saint-Bernard e La Montagne (km 169): una salita costante tra sottobosco e sentieri per raggiungere il Colorado (km 173,8 - 682 m), ultimo grande posto di controllo.

  • Les Rampes de la Montagne e Belvédère de la Vigie (km 177,8): i corridori iniziano la discesa finale, ripida e tecnica, che piomba direttamente sulla capitale della Réunion.

Il traguardo: lo Stade de La Redoute (km 180,8)

Dopo decine di ore di fatica, dolore e meraviglia, la liberazione arriva in fondo alla pista sintetica dello stadio di Saint-Denis, suggellando lo status di «Survivor» della Diagonale des Fous.

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