Tor des Géants 2026, Jiaju Zhao e Katharina Hartmuth trionfano nel Tor330, Franco Collé vince il Tor450

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Da Luc Beurnaux

Pubblicato il mer 16 settembre 2026

Aggiornato il gio 17 settembre 2026

Tor des Géants 2026, Jiaju Zhao e Katharina Hartmuth trionfano nel Tor330, Franco Collé vince il Tor450
© ZZAM! Agency

Il cinese Jiaju Zhao ha tagliato nella notte il traguardo del Tor des Géants a Courmayeur dopo 65h55'22 di gara nel cuore della Valle d’Aosta, completando i 330 km e 24.000 m di dislivello positivo. L’atleta del team Fuga ha preceduto lo svizzero Jonathan Schindler di 47 minuti. Terza assoluta e prima donna, la tedesca Katharina Hartmuth.

Alle 3:55 di mercoledì mattina, il trail runner cinese Jiaju Zhao ha tagliato il traguardo del Jardin de l'Ange a Courmayeur, vincendo il TOR330 – Tor des Géants con il nuovo miglior tempo di 65h55'22, cancellando il precedente primato, stabilito dal franco-belga Victor Richard in 66h08'22. Nel trail running, però, parlare di record è sempre relativo: il tracciato seguito dagli atleti non è mai esattamente lo stesso da un’edizione all’altra e anche le condizioni meteo possono incidere sul tempo finale.

Zhao è il primo atleta non europeo a vincere il Tor des Géants

In ogni caso, per la gara si apre un nuovo capitolo: in sedici edizioni, nessun atleta cinese era mai salito sul podio di questa prova gargantuesca, con 25 colli oltre i 2.000 metri di quota, tanto meno sul gradino più alto. Il miglior risultato era il sesto posto di Wei-Qiang Zhang nel 2025. Zhao entra così nella storia come primo cinese a vincere la gara e come primo atleta non europeo a conquistare il TOR330.

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Jiaju Zhao in gara

Una gara al comando sul filo dei minuti

Partito sabato 13 settembre alle 10 da Courmayeur, Zhao era già in testa a La Thuile (km 19) dopo due ore di gara, davanti al connazionale Xingzhi Bai. Alla base vita di Valgrisenche (km 48,5), aveva undici minuti di vantaggio sullo svizzero Jonathan Schindler.

Zhao ha trascorso la prima notte senza dormire, portando il margine a un’ora e quaranta minuti a Pontboset (km 138,5), poi ha resistito al ritorno dello svizzero, che al Colle della Vecchia (km 185) era risalito a 27 minuti.

Alla base vita di Gressoney (km 204), dove Zhao è arrivato lunedì alle 21:42, ha scelto di concedersi il primo vero riposo, mentre Schindler dormiva a Champoluc (km 222).

Martedì mattina, a Valtournenche (km 237), il distacco tra Schindler e Zhao era di 43 minuti. Da quel momento, il finale di gara ha assunto i contorni di un’epica prova di resistenza.

A Ollomont, dopo 222 chilometri di gara, Zhao è transitato con appena 22 minuti di vantaggio sullo svizzero e 34 su Katharina Hartmuth. Al Col Champillon (km 297), il margine era salito a 35 minuti, ma durante la terza notte, tra Bosses (km 310) e il Col Malatrà (km 319), il cinese ha ritrovato il ritmo e ha potuto chiudere in solitaria.

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Jiaju Zhao

All’inizio puntavo alla vittoria e al record, ma ieri a mezzogiorno ero così stanco che ho smesso di pensarci: volevo solo arrivare in fondo. A Ollomont credevo che gli altri fossero lontani, poi ho scoperto che Jonathan era a 19 minuti. Ieri sera ho visto la sua lampada frontale in lontananza: mancavano meno di 50 chilometri, stavo bene e ho deciso di accelerare per chiudere la gara. A un certo punto ho sentito la mia anima uscire dal corpo, una sensazione che non provavo da anni. Dopo il ritiro dell’anno scorso avevo detto che sarei tornato per vincere. In molti possono dirlo, ma non tutti riescono a farlo. Voglio essere un esempio: non ci sono limiti, né mentali né fisici. La forza mentale è il mio punto di forza e nasce dal fatto che, prima dei vent’anni, ho lasciato casa e ho iniziato a fare il corriere senza sapere dove stessi andando.

Jiaju Zhao
Jiaju ZhaoVincitore 2026 del Tor 330

Nato nel Guizhou nel 1995 e cresciuto nello Hunan, Jiaju Zhao ha scoperto la corsa nel 2014 e per anni si è allenato facendo consegne a domicilio. Oggi è uno degli ultratrailer più forti ed esperti del suo Paese, con un centinaio di gare all’attivo, vittorie al Mont Fuji 100 e al Doi Inthanon Thailand by UTMB, quattro successi al Chongli 168, l’ultimo nel luglio 2026 con il record del percorso, oltre a un decimo posto all’UTMB 2025.

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Jonathan Schindler

Lo svizzero Jonathan Schindler chiude il Tor des Géants 2026 al secondo posto, a meno di cinquanta minuti dal vincitore. Un altro cinese completa il podio maschile, quarto assoluto: è Weiqiang Zhang.

Il primo francese è Jérémy Goguet, sesto assoluto e quinto nella classifica maschile. Aurélien Jacoutot si è piazzato ottavo assoluto, mentre Martin Perrier ha chiuso decimo.

C’era davvero tantissima gente lungo il percorso e questo mi ha dato molta energia. Avevo pensato di dormire entrambe le notti, per essere più fresco. Alla fine speravo di raggiungere Zhao prima di Bosses, ma è stato troppo forte.

Jonathan Schindler
Jonathan SchindlerSecondo al Tor 330 2026

Katharina Hartmuth è la prima donna sul podio della classifica assoluta

La tedesca Katharina Hartmuth chiude al terzo posto assoluto ed è quindi la prima donna di questo Tor330. Per lei è il secondo successo al Tor des Géants, dopo quello del 2024. Soprattutto, è la prima donna nella storia della gara a salire sul podio assoluto: ci è riuscita restando per tre giorni a poche decine di minuti dai primi due uomini, con appena 15 minuti di sonno complessivo.

Il primo giorno stavo davvero bene, il secondo un po’ meno per i dolori ai piedi e le vesciche, ma le gambe hanno sempre risposto come dovevano. Ieri mi sono resa conto che ero sotto le 75 ore, poi sotto le 72 e infine sotto le 70: non ci credevo. Sapevo che Zhao e Schindler erano davanti e vicini, ma non ho mai pensato alla vittoria assoluta: ero concentrata sulla mia gara. Naturalmente mi faceva piacere vedere Jonathan ai ristori: mi dimostrava che ero lì, a giocarmi la mia occasione.

Katharina Hartmuth
Katharina HartmuthTerza al Tor des Géants 2026 e prima donna

La cinese Huiping Zhang ha conquistato questa sera il secondo posto nella classifica femminile, davanti alla brasiliana Manuela Vilaseca, terza, all’italiana Melissa Paganelli, quarta, e alla francese Claire Bannwarth, quinta.

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Claire Bannwarth

Top 5 Uomini

1 Jiaju Zhao (Cina) 65h55’22

2 Jonathan Schindler (Svizzera) 66h55’06

3 Weiqiang Zhang (Cina) 71h53’56

4 Galen Reynolds (Canada) 72h53’23

5 Jeremy Goguet (Francia) 74h10’55

Top 5 Donne

1 Katharina Hartmuth (Germania) 67h10’09

2 Huiping Zhang (Cina) 80h35’31

3 Manuela Vilaseca (Brasile) 82h31’56

4 Melissa Paganelli (Italia) 82h55’29

5 Claire Bannwarth (Francia) 88h37’07

Franco Collé vince il Tor 450 dopo quattro successi nel Tor330

L’italiano Franco Collé ha vinto il TOR450-Tor des Glaciers in 122h01’57, alla sua prima partecipazione alla gara più lunga del programma: 450 chilometri e 32.000 metri di dislivello sui sentieri più selvaggi della Valle d’Aosta, con soltanto un GPS e un roadbook per orientarsi. Collé aveva già vinto quattro volte il TOR330 – Tor des Géants, nel 2014, 2018, 2021 e 2023.

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Franco Collé, vincitore in 122h01'57

Ha preceduto il tedesco Volker Fohrmeister, già secondo nel 2024 in 126h22’41, e l’italiano Alessandro Roncato, terzo in 130h29’23. Il francese Jean Claude Letellier ha chiuso quarto in 132h17’50.

A essere sincero, avevo un po’ sottovalutato il ritmo della gara: pensavo che sarebbe stato più tranquillo rispetto al TOR330, ma non c’è modo di rilassarsi. Il terreno è completamente diverso: pietraie, ghiacciai, luoghi isolati dove non si corre, e la montagna richiede anche molta concentrazione. Il TOR450 mi ha segnato. Avevo adottato la strategia del TOR330 e ho capito rapidamente che era completamente sbagliata: le pause sono fondamentali, perché in alcuni tratti esposti, di notte, bisogna essere lucidi. Con il passare delle ore ho iniziato a fermarmi per mezz’ora prima di ogni sezione difficile e a mangiare qualcosa di sostanzioso, perché poi si trascorrono sei o sette ore in mezzo al nulla prima del rifugio successivo.

Franco Colle
Franco ColleVincitore del Tor 450